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DEF 2015/ La febbre da voto lascia l'Italia al palo

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Non è una questione di testo del Def, ma è un problema di impostazione. Si fanno riforme quali la giustizia e la legge elettorale, mentre l’aggiustamento di finanza pubblica non è considerato la principale riforma da fare.

 

Renzi negli Stati Uniti ha detto che l’Italia è come la bella addormentata da risvegliare. Che cosa sta facendo il governo per rimettere in moto il Paese?

Il governo per risvegliare la bella addormentata ha fatto molto movimento, ma finora i fatti non sono moltissimi. In positivo c’è stato il provvedimento sulle popolari, ma per il resto c’è ancora poco. Purtroppo il Def è una conferma di questa strategia: è come se il governo pensasse di poter andare a votare in qualunque momento, proprio perché in ogni momento le cose possono precipitare, e quindi ci si prepara in questa direzione. Ma le elezioni anticipate non sono la soluzione che serve al Paese.

 

Il governo dal punto di vista della politica economica vive alla giornata?

Più che vivere alla giornata, il suo impegno sul versante delle riforme per il momento è soprattutto verbale. Dal punto di vista della politica economica sostanzialmente si fa poco o niente e quel poco che si fa va nella direzione opposta a quella che dovremmo seguire. Uno dei problemi principali di questo Paese è il debito, ma su quel fronte non facciamo nulla. È come se il governo non pensasse che l’aggiustamento del bilancio pubblico è la principale riforma che dobbiamo fare.

 

(Pietro Vernizzi)

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