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ESUBERI WHIRLPOOL/ Forte: è il fallimento di Renzi e Cgil

Pubblicazione:domenica 19 aprile 2015

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La Whirlpool chiuderà l’ex stabilimento Indesit di Caserta e il centro di ricerca e sviluppo di None (Torino). La multinazionale americana a fine anno aveva acquistato l’ex società della famiglia Merloni e ora lascerà senza lavoro ben 1.340 dipendenti. “La nostra risposta come governo è molto chiara: gli impegni assunti si mantengono. Siccome Whirlpool ha preso Indesit che aveva un tipo di piano sul versante dell'occupazione lo deve mantenere”, ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Mentre il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha osservato che “bisogna costruire una soluzione che salvaguardi l'occupazione, soprattutto al Sud”. Abbiamo chiesto un commento al professor Francesco Forte, ex ministro delle Finanze e per il Coordinamento delle politiche comunitarie.

 

Come legge un evento come i licenziamenti annunciati dalla Whirlpool?

È la dimostrazione del fatto che la politica economica di questo governo e della stessa Cgil è sbagliata. In un’economia di mercato a contare per fare funzionare le imprese non sono gli impegni presi con il governo, bensì le scelte aziendali basate sulla convenienza economica nell’ambito di pratiche di concorrenza. Se c’è una distorsione della concorrenza da parte del governo, qualcun altro la deve pagare e i risultati si vedono in quanto i paesi che adottano questi sistemi poi non riescono a crescere. Al ministro Poletti andrebbe ricordato che lavoro ed economia non sono variabili indipendenti.

 

Può fare un esempio?

Trovo emblematico il modello della Fiat che riesce a dare ai suoi lavoratori un doppio bonus basato sulla produttività, mediante contratti aziendali negoziati con i sindacati. L’economia italiana invece cresce ben poco, e per quel poco il merito è dell’industria dell’auto. L’industria dei frigoriferi, che non ha adottato questo modello, non riesce a farcela. La soluzione quindi non è invitare la Whirlpool a rispettare gli impegni presi. Il vero problema sono le misure attuate dal nostro governo: mi riferisco al contratto nazionale a tutele crescenti con tanto di bonus e agli stessi incentivi per chi acquista frigoriferi.

 

Perché il contratto a tutele crescenti non è la soluzione?

Faccio notare che se i 1.340 lavoratori che saranno licenziati da Whirpool avessero il contratto a tutele crescenti, non riceverebbero nemmeno la cassa integrazione. Ciò di cui c’è bisogno è il contratto libero di secondo livello. L’unico rilievo che si può muovere alla Whirpool è che se licenziasse i lavoratori senza chiudere due stabilimenti, rimarrebbe inalterata la possibilità di rilanciarli qualora in futuro l’economia dovesse ripartire. Ciò vale a maggior ragione per Caserta, dove la disoccupazione crea un terreno di coltura più favorevole alla malavita.

 

Quali sono le responsabilità dei nostri governanti?


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COMMENTI
19/04/2015 - Fallimento di chi? (Giuseppe Crippa)

Dispiace leggere che vengano attribuite al governo Renzi colpe e fallimenti che non ha nemmeno lontanamente (e per di più in condominio con la CGIL che colpe e fallimenti ha davvero): probabilmente in ogni intervistato che ha avuto anche lontane responsabilità di governo scatta una sindrome che lo porta ad attaccare (a vanvera, come giustamente scrive un primo commentatore) l’operato di questo governo che è del tutto favorevole a contrattazioni di secondo livello e ad accordi settoriali e/o locali. Basti dire che alla domanda: Perché il contratto a tutele crescenti non è la soluzione? Forte risponde che se fosse applicato i lavoratori che saranno licenziati non godrebbero della cassa integrazione, quando è notorio che la cassa integrazione è un meccanismo che interviene prima del licenziamento e non dopo.

 
19/04/2015 - PARLARE A VANVERA (RUGGIERO DAMBRA)

si parla sempre a vanvera?il dott.forte dovrebbe parlare di quello che a fatto lui quando era ministro delle finanze?lui si ha fatto un grosso fallimento?criticare sempre non va bene il renzi ha trovato un italia fallimentare altro che storie ebbene oggi l'italia e' a testa alta?