BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRISI GRECIA/ Il salvataggio "buttato via" da Tsipras e Varoufakis

Pubblicazione:

Yanis Varoufakis (Infophoto)  Yanis Varoufakis (Infophoto)

I grafici sono tratti dal Wall Street Journal. Mostrano come alcune settimane fa, se invece di ciurlare nel manico (ma il Governo greco è debole come lo sono tutti quelli autoritari che fanno i guasconi), si fosse deciso di rimborsare immediatamente il debito con il Fondo monetario (molto caro) e subito dopo quello con la Bce (abbastanza caro) e successivamente chiedere un allungamento delle scadenze agli Stati creditori (tra cui l’Italia), affrontando al tempo stesso i nodi dell’economia reale, simulazioni dei 20 maggiori istituti econometrici privati internazionali, pubblicate a fine marzo, suggerivano che ciò avrebbe potuto provocare una “svolta”, con una crescita attorno all’1% nell’anno in corso.

Invece, Tsipras e Varoufakis non soltanto non hanno fatto nulla in tal senso, ma hanno perso tempo e buttato a mare il capitale di simpatia creato con il loro modo di fare un po’ descamisados . Lo hanno dilapidato prima prendendo impegni (di presentare programmi concreti e specifici per questa o quella data) mai mantenuti, ritirando fuori, poi, il contenzioso dei danni di guerra con la Germania, facendo, infine, intendere che sarebbero andati a flirtare con un Putin, il quale li ha degnati di tè e sorrisi senza neanche far loro gustare vodka e caviale (e facendo intendere che un calcio nel sedere non sarebbe stato così improbabile). Principalmente, però, non sono stati in grado di giocare a due livelli trovando un equilibrio tra “reputazione” con i loro creditori e “popolarità” con i loro elettori. Ora contano quasi esclusivamente sul timore che i loro creditori avrebbero degli effetti dell’uscita delle Grecia dall’eurozona sul resto dell’area. Un timore molto sopravvalutato, dato che la storia economica degli ultimi cinquant’anni è piena di unioni monetarie che si sono sfasciate senza fare danni eccessivi.

A Washington Varoufakis ha sostento che la soluzione non può che essere europea. Se ciò vuol dire altre sovvenzioni dai contribuenti europei si sbaglia di grosso. Forse, si potrebbe pensare a un programma analogo a quelli effettuati da Banca monetario e Fondo monetario per la remissione del debito dei Paesi più poveri e più indebitati. Ciò comporta che un delegato del Fondo monetario e della Banca mondiale venga “stazionato” ad Atene per verificare l’attuazione del programma di riassetto strutturale. Varoufakis potrebbe tornare a fare il professore a contratto alla Università del Texas. Se lo riprendono.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.