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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I "giochi da duri" (e miliardari) sul prezzo del petrolio

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I produttori shale di Bakken saranno entusiasti di vedere le proprie tasse utilizzate per tamponare i deficit di budget dei produttori iracheni: chissà che, prima o poi, “Main Street” alzi la testa e si ribelli. Anche perché, al netto dei tagli occupazionali e dei risparmiatori che patiranno perdite sui bond delle aziende energetiche o sugli Etf, c’è qualcuno che dal prezzo basso del petrolio, dalle variabile geopolitiche pressoché quotidiane (spesso trasformate in notizie ad hoc) e dalle fluttuazioni sui centesimi di dollaro sta guadagnando parecchio, oltretutto in palese violazione delle normative vigenti negli Usa.

La legge Dodd-Frank del 2010, infatti, mise fuorilegge la pratica dello “spoofing”, una tattica utilizzata per manipolare i mercati e, a detta di Benjamin Blander della Radix Trading Llc di Chicago, «una strategia estremamente tossica, visto che tutto ciò che distorce l’accuratezza dei prezzi sta di fatto rubando denaro dalla corretta allocazione delle risorse». E come funziona? È abbastanza semplice e chi conosce l’inglese può capirlo in maniera molto chiara dal grafico a fondo pagina. In parole povere, un trader può ingannare un gruppo di suoi colleghi facendo loro credere in un calo dei prezzi del petrolio, magari offrendosi di vendere contratti futures a 45.03 dollari al barile quando il prezzo di mercato è a 45.05 dollari. Dopo che i venditori hanno accettato di entrare nel gioco con offerte a quel pezzo al ribasso, lo “spoofer” rapidamente volta le spalle, cancella il suo ordine di vendita e compra al prezzo di 45.03 dollari che ha imposto con la sua scommessa falsa. Quindi, avendo comprato a 2 centesimi sotto il vero prezzo di mercato, può rivendere quel contratto in un secondo tempo a un prezzo più alto, magari dando vita a un’altra forma di “spoofing”, cercando di piazzare un ordine di acquisto a 45.04 dollari ma vendendo dopo aver ingannato i rivali che lo avevano seguito. Sembrano numeri risibili ma moltiplicateli per molte, moltissime operazioni e possono produrre profitti decisamente alti.

Per Matt Simon, analista alla Tabb Group, «questo tipo di atteggiamento pone una questione: queste persone stanno operando un’attività legittima di mercato e una chiara manipolazione dello stesso?». A voi la risposta.

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