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FINANZA E POLITICA/ Grecia-Ue, l'alternativa al Grexit

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Concludendo con una valutazione di quanto oggi offerto dai mercati finanziari in ottica di breve termine, notiamo alcuni elementi indubbiamente positivi (finché riescono a permanere). I tassi a lungo termine prevalenti per il debito pubblico dei principali paesi periferici offrono rendimenti inferiori al tasso di sviluppo nominale delle rispettive economie (la loro sostenibilità èquindi nettamente migliorata).

La posizione politica di Tsipras oggi lo dovrebbe razionalmente spingere alla ricerca di un accordo con i suoi creditori europei visto che non sarà mai in grado di mantenere le principali promesse fatte al suo elettore (permanenza nell'euro e uso della spesa pubblica per spingere la ripresa economica). Ragionando in termini di teoria dei giochi (un aiuto gli potrebbe venire dall'esperto della sua compagine ministeriale), dovrebbe capire che un risultato lo può portare a casa, la permanenza nell'euro, rinunciando all'altro (spesa pubblica), che lo porterebbe alla probabile rinuncia a entrambi. La conclusione ora espressa ci porta a dire che può essere il momento di approfittare e investire nei titoli di stato della periferia europea che stanno subendo (o subiranno) il maggiore allargamento dello spread. Magra consolazione quella del "trading spicciolo" se si guarda a cosa altro potrebbe succedere con una guida meno timida della zona euro.

Ripensando a passati momenti della storia in termini positivi e non ricattatori, la proposta del piano Marshall fatta dalla potenza vincitrice alla ex potenza sconfitta si è rivelata per chi allora ha investito quello che ancora oggi è stato l'investimento a maggiore rendimento complessivo realizzato, con un beneficio evidentissimo anche per chi ha ricevuto il finanziamento. Allora si parlava di Stati Uniti che finanziavanao la ripartenza dell Europa (Germania compresa), oggi la stessa Europa, ricca per effetto di quella grande decisione, appare incapace di capire che un piccolo investimento in un Paese periferico può produrre un enorme risultato. Mi rifiuto di credere che questo succede per paura di perdere le prossime elezioni regionali in Carinzia (per dire un nome a caso).

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