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EURIBOR/ Tasso sotto zero. Oltre ai mutui conseguenze per le obbligazioni a tasso variabile

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EURIBOR Il calo sotto zero del tasso Euribor non avrà conseguenze solo sui mutui a tasso variabile. Sono diverse infatti le obbligazioni che pagano cedole calcolate in base al tasso di riferimento per i prestiti interbancari maggiorato di uno spread. In un'epoca di bassi rendimenti, quindi, il mercato obbligazionario rischia di essere ancor meno attraente e remunerativo.

EURIBOR A TRE MESI Oggi, 23 aprile 2015, l'Euribor a tre mesi si trova a quota -0,002%, quindi leggermente in territorio negativo. In queste ore qualcuno in rete si chiede se sia conveniente passare da un mutuo a tasso fisso a uno a tasso variabile. Il consiglio in questi casi è di valutare lo spread applicato dalla banca, che potrebbe non rendere così conveniente il passaggio. Senza dimenticare che occorre anche valutare il rischio connesso all'andamento dell'Euribor, che potrebbe anche invertire rotta.

EURIBOR E MUTUI A TASSO VARIABILE Negli ultimi giorni sui mercati finanziari è successo qualcosa di decisamente insolito: il tasso Euribor a tre mesi è sceso sotto quota zero. Può sembrare un dettaglio insignificante e per addetti ai lavori, dato che l’Euribor misura l’interesse sui prestiti interbancari. In realtà, l’Euribor è usato come base per la stragrande maggioranza dei mutui a tasso variabile. Quali conseguenze ci saranno dunque per le rate dei mutui? 

Perché ci sia una diminuzione consistente bisognerà vedere se l’Euribor rimarrà a lungo su questi livelli. Inoltre, non bisogna dimenticare che le banche, al momento della stipula del mutuo, fissano uno spread, che si aggiunge quindi all’Euribor ufficiale. Solamente se il tasso dei prestiti interbancari scenderà sotto zero fino ad annullare lo spread si potrà pensare di non pagare più la quota interessi della propria rata del mutuo. Difficile poi che si possa arrivare all’ipotesi di vedersi “restituire” dei soldi dalle banche: un po’ perché molte hanno previsto delle clausole, cosiddette floor, per evitare che il tasso non possa scendere sotto un certo livello; un po’ perché le rate avrebbero comunque una quota di capitale che andrebbe comunque rimborsata. 

In sintesi, un vantaggio per chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile ci sarà, anche se questo dipenderà dall’età del mutuo (nei primi anni si paga sempre di più la quota interessi e nei mutui più “giovani” lo spread si è andato via via alzando).



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