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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ Tsipras, Varoufakis e il "supplizio" in scena ad Atene

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Il ministro dell'Energia Lafazanis che vende la pelle dell'orso russo (il fantomatico "gasdotto della liquidità") prima di averlo catturato. Il ministro Varoufakis che vende ottimismo, e "chicken game" ma accarezza l'idea di una "Grexit". Il ministro dell'Istruzione che annuncia la chiusura delle scuole sperimentali e poi si rimangia la proposta. E la lista potrebbe continuare, aggiungendo anche il primo ministro, il quale, di ritorno dal vertice straordinario di Bruxelles e dall'incontro con i "poteri forti", ha dichiarato che la Grecia non era mai stata così vicina all'accordo e dicendosi ottimista. 

Tsipras sta usando lo stesso metodo usato dai due primi ministri che lo hanno preceduto, Papandreou e Samaras. A mente fredda questi due erano "giustificabili" quando mentivano perché appartenevano a una classe politica inefficiente e corrotta e facevano gli interessi delle oligarchie, se accettiamo le critiche che Syriza muoveva loro.  Ma che dire di questi giovani "boy-scout" con in tasca il libricino delle verità della sinistra radicale? Non avevano promesso un diverso stile di governo?  Per un paio di mesi i taxisti, ottimi elementi per indagini volanti, esprimevano commenti positivi sul governo. Oggi sono alquanto pessimisti.

È possibile che alla fine del percorso lastricato di accuse, contro-accuse, promesse mancate, dichiarazioni fantasiose, tutte condite con un misto di demagogia e nazionalismo, un accordo verrà raggiunto. Ma chi perderà la faccia? E quale prezzo verrà pagato dall'economia ellenica, ormai congelata? Il risultato parziale si saprà a fine giugno, quando scadrà il prolungamento dell'accordo del prestito, cioè il Memorandum, e si dovrà ritornare a discutere sul futuro delle finanze elleniche e magari della sostenibilità del debito. Alcuni economisti parlano di un nuovo prestito di 30-40 miliardi. A fine aprile tra la Grecia e l'Eurogruppo si arriverà a un accordo-ponte, come ha chiesto Tsipras alla Signora Merkel, per liberare una tranche dei fondi previsti? Poi, altre incertezze e altre strategie fino all'inizio del caldo ateniese. 

I numeri sono questi: tra giugno e agosto, Atene dovrà fare fronte a debiti da onorare pari a circa 19 miliardi, escludendo le spese correnti. Ma nessun analista conosce esattamente a quanto ammontino le riserve elleniche. Le ipotesi sono contrastanti. Alcuni sostengono che Atene ha esaurito le scorte, altri, invece, che lo spauracchio del salvadanaio vuoto serve per pressare gli europei. Di sicuro servono 4 miliardi fino a fine maggio, stando alle dichiarazioni del vice ministro delle Finanze, Dimitris Mardas. L'atto legislativo del governo che obbliga gli enti locali a prestare i loro danari allo Stato ha già dato i suoi primi frutti: sono stati depositati già 160 milioni di Eero.

Ma si poteva evitare questo martirio. Si poteva ricevere una tranche dei finanziamenti anche a febbraio, quando è stato firmato l'accordo di estensione. È stato fatto uno sbaglio. Non è una dichiarazione dell'opposizione, bensì del vice ministro degli Esteri, Euclid Tsakalotos: "Abbiamo commesso uno sbaglio. Quando abbiamo firmato l'accordo del 20 febbraio non ci siamo assicurati che l'accordo sarebbe stato un segnale verso la Bce per dare avvio a un programma di finanziamento". 


COMMENTI
26/04/2015 - Anche in Italia abbiamo i Profeti come la Grecia (Giovanni Menegatti)

Meno male che i nostri Profeti della Politica Italiana non sono al Governo altrimenti saremo anche noi a fare queste figure in Europa. Varoufakis e Tsipras hanno promesso al loro popolo ciò che non dovevano promettere, adesso si trovano a dover attuare delle misure di lacrime e sangue. Ciò che i nostri profeti Salvini Lega la Meloni Fratelli D'Italia e anche Berlusconi a parole risolvono tutto, ma nei fatti se vanno in Europa e pensano di ottenere quello che vogliono si sbagliano. Perchè a ragione la Merckel di essere intrasigente Bisogna ammodernare il Paese e eliminare gli sprechi di denaro pubblico.