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DALLA GRECIA/ Tsipras, Varoufakis e il "supplizio" in scena ad Atene

Grecia e creditori sono ancora lontani da un accordo. La ragione sembra stare tutta in una diversa interpretazione dell'intesa di febbraio, spiega SERGIO COGGIOLA

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La somma di tre incontri politici (Merkel, Hollande e Juncker) non producono un "accordo politico". E difatti, ieri a Riga, la Grecia si è ritrovata con le spalle al muro, perché, nel corso della riunione dell'Eurogruppo, i colloqui di Tsipras con i tre, avvenuti giovedì scorso, non hanno prodotto alcun risultato concreto. Anzi, sembra che Varoufakis abbia ricevuto aspre critiche dai suoi colleghi che lo hanno accusato per la "perdita di tempo", aggiungendo alcune note personali: sarebbe un "dilettante" e un "giocatore". 

L'agenzia Bloomberg riferisce che Varoufakis è stato preso a "martellate". Jeroen Dijsselbloem, il Presidente dell'Eurogruppo, ha dichiarato: "Le istituzioni ci hanno informato sulle trattative. Tuttavia come abbiamo deciso il 20 febbraio c'è la necessità di un accordo concreto e dettagliato. Negli ultimi due mesi si è perso molto tempo e la responsabilità è di Atene. L'accordo del 20 febbraio è la condizione preliminare per il progresso delle trattative". Ha risposto "no" (in sintonia con il Governatore della Bce Mario Draghi) a un'ipotesi di un via libera a una tranche di aiuti anche senza un accordo concreto. E per concludere ha affermato che non ci sarà alcun incontro dell'Eurogruppo prima dell'11 maggio. 

Le due richieste (apertura di una linea di credito dopo un possibile accordo ponte entro il 30 aprile e un Eurogruppo straordinario entro fine aprile) fatte da Tsipras alla Signora Merkel non sono state accettate. In sintesi, le due parti continuano a dare un'interpretazione diversa all'accordo del 20 febbraio, sui contenuti delle trattative e le sue valenze politiche. I creditori vogliono vedere prima la lista delle riforme completa di numeri, poi la loro traduzione in leggi, quindi ancora la loro approvazione e soltanto dopo verrà aperta la linea di credito verso la Grecia. Tuttavia Varoufakis continua a dichiararsi ottimista, ma non esclude una possibilità di "grexit", e "non è un bluff!", ha sottolineato.

Dunque a che cosa è servito l'incontro di Tsipras con i "poteri forti" di Bruxelles? Forse le strette di mano e le dichiarazioni vanno lette come "istruzioni per uso interno". Inutile negare che il primo ministro (Giano bifronte) oltre che dover governare il Paese, deve governare il suo partito-costellazione, in cui ognuno esprime la sua personale valutazione sullo stato delle cose. Non si spiega altrimenti l'invito, rivolto ai suoi ministri, di Tsipras a tacere che resta lettera morta. E l'incapacità del primo ministro a mettere ordine in casa non è un segnale confortante in vista delle spiacevoli decisioni che il governo dovrà, prima o poi, prendere.


COMMENTI
26/04/2015 - Anche in Italia abbiamo i Profeti come la Grecia (Giovanni Menegatti)

Meno male che i nostri Profeti della Politica Italiana non sono al Governo altrimenti saremo anche noi a fare queste figure in Europa. Varoufakis e Tsipras hanno promesso al loro popolo ciò che non dovevano promettere, adesso si trovano a dover attuare delle misure di lacrime e sangue. Ciò che i nostri profeti Salvini Lega la Meloni Fratelli D'Italia e anche Berlusconi a parole risolvono tutto, ma nei fatti se vanno in Europa e pensano di ottenere quello che vogliono si sbagliano. Perchè a ragione la Merckel di essere intrasigente Bisogna ammodernare il Paese e eliminare gli sprechi di denaro pubblico.