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SPY FINANZA/ I dati "da guerra" dell’economia Usa

Pubblicazione:lunedì 27 aprile 2015

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Anche perché la situazione, cari lettori, sta davvero andando fuori controllo. Guardate il primo grafico a fondo pagina, ci mostra come l’intera bolla tecnologica che ha mandato lo scorsa settimana il Nasdaq ai massimi storici dal marzo 2000 (con tg e grande stampa pronti a leggere quel picco come la riprova della turbo economia statunitense) sia tenuta in vita unicamente da un’azienda, ovvero Apple. Stando a dati di FactSet, il dato annualizzato del primo trimestre riguardo la crescita della ratio utile per azione nel settore Information Technology è allo 0,7%, ma escludendo Apple questo crolla a -5,1%. Di più, il dato di crescita della ratio utile per azione per il primo trimestre (annualizzato) per l’intero Standard&Poor’s 500 è atteso al -2,8%, mentre togliendo Apple si scende ulteriormente a -3,9%. Ma tranquilli, non siamo in una bolla, le equities Usa sono assolutamente prezzate al fair value del mercato, peccato che questo faccia riferimento al mercato distorto e manipolato delle banche centrali.

E, infatti, qualcuno comincia a indirizzarsi verso la porta d’uscita. Come ci illustra il secondo grafico, il “flow show” di Bank of America-Merrill Lynch mostra come gli operatori professionali stiano uscendo in massa, visti gli outflows che sono stati registrati nel mercato azionario in 9 delle ultime 10 settimane, pari a un outflows dalle equities di 79 miliardi di dollari da inizio anno: cosa significa questo? Che con valutazioni folli come quelle attuali per i prezzi dei titoli e degli indici, il rischio di correzione sale e di molto. E attenzione, perché questa settimana, come ci mostra il terzo grafico, vedrà l’inizio del cosiddetto “prurito del settimo anno e mezzo”, un qualcosa di simile alla crisi del settimo anno per i matrimoni, ma che si riferisce ai cicli rialzisti dei mercato azionari: date un’occhiata alle correlazione e a cosa, potenzialmente, potrebbe attenderci.

Per chi poi teme le coincidenze con il demoniaco, la correzione ribassista che abbiamo vissuto l’ultima volta portò lo Standard&Poor’s al minimo di 666 punti: per capirci, oggi siamo a 2117. E che la correzione potrebbe essere senza precedenti ce lo dimostra anche il fatto che in contemporanea ai multipli da tso obbligatorio di Wall Street, abbiamo un mercato equities cinese completamente in bolla e basato sul margin trading: la follia collettiva cinese per il mercato azionario è infatti ormai fuori controllo, visto che solo la scorsa settimana sono stati aperti 3,25 milioni di conti titoli, il doppio di quanto registrato nel picco dell’euforia della bolla del 2007! Non è quindi un caso che venerdì scorso, il numero uno di Saxobank, Steen Jakobsen, di ritorno da un road-show mondiale, ha descritto in questi termini la situazione globale dell’economia: «Gli imprenditori a livello mondiale stanno annegando in questa realtà di nulla. Viviamo in un mondo di zero crescita, zero inflazione e zero speranza. Se la Fed alzerà i tassi, questo atto si tramuterà in una margin call sull’economia globale».

 

 

 


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