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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ Le 5 proposte di Atene per sbloccare gli aiuti

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In questa incertezza sono arrivati anche due sondaggi che offrono risultati concordanti, i quali se da una parte rendono euforico il governo, dall'altra creano dubbi sulla politica finora seguita. Il sorriso sono i 13-15 punti percentuali che dividono Syriza e Nea Democrazia, nel caso si andasse a elezioni. I problemi sono le altre percentuali. Il favore verso il governo è sceso al 43,3%, quando a febbraio erano il 62,5%. La preoccupazione aumenta al 52,9%, quando a febbraio era del 34%. La rabbia sale al 32,6%, quando a febbraio era al 2,7%. In questo magma, i sondaggi rivelano che sette greci su dieci sono favorevoli alla permanenza nell'euro, ma insistono per votare Syriza e svuotare i loro conti bancari. D'altra parte non esiste una alternativa politica fin quando il Presidente di Nea Democrazia, Antonis Samaras, resterà al timone del partito. 

Di fronte a questi numeri, Tsipras sembra che abbia tirato il freno a mano per le possibili elezioni anticipate. Da domenica pomeriggio, quando le linee telefoniche della presidenza erano intasate per i colloqui con i leader europei, sembra che il governo intenda adottare un'altra strategia: quella del realismo, senza comunque escludere altre smentite, come ci hanno abituato in questi mesi il governo e i suoi ministri.

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