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DALLA GRECIA/ La teoria del complotto utile a Tsipras

Yanis Varoufakis (Infophoto) Yanis Varoufakis (Infophoto)

E infatti la realtà ci informa che è pronto un disegno legge omnibus che domani dovrebbe essere discusso nel consiglio dei ministri e che contiene alcune riforme che facevano parte della famosa "lista Varoufakis". Un progetto a costo zero, ma che dovrebbe portare nelle casse statali centinaia di milioni di euro e mettere ordine nella struttura della Agenzia delle Entrate. Ovviamente non prevede alcun riferimento alla riforma delle pensioni e del mercato del lavoro. Queste due, accompagnate dalle privatizzazioni e aumento dell'Iva nelle isole,  sono oltre la "linea rossa" e verrebbero discusse a fine giugno quando dovrà stabilire l'entità di un nuovo finanziamento del Paese. 

Sotto un certo aspetto è una scelta politica che serve ancora a guadagnare tempo. A quale scopo, quando le casse sono tragicamente vuote? Per questa ragione, afferma Tsipras, "è necessario arrivare a un accordo in tempi stretti". Quando? "Siamo vicinissimi a un'intesa di base. Spero al più tardi entro la fine della prossima settimana, termine ultimo il nove maggio". Due giorni prima, non a caso, della scadenza di un prestito da 750 milioni con il Fmi che la Grecia, secondo molti osservatori, avrebbe difficoltà a pagare.

I prossimi dieci giorni saranno cruciali per Tsipras. "Siamo lontani ancora su privatizzazioni, lavoro e pensioni - ha precisato -. Se alla fine le condizioni poste saranno oltre la 'linea rossa' che ci siamo dati con il programma elettorale convocheremo un referendum". Non elezioni, dunque, ma una consultazione popolare, malgrado i dubbi dei costituzionalisti secondo cui la Carta ellenica non prevede ipotesi di questo tipo per leggi di bilancio. E ha continuato a suonare lo stesso motivo sulle note di critiche durissime a creditori e opposizione salvando solo Angela Merkel: "Ora che l'ho incontrata ho capito perché è leader da così tanto tempo". Sembra una strusciata, ma va anche bene perché forse il più sicuro alleato di Tsipras è proprio Frau Merkel.  

Per questo senso di persecuzione non c'è la prova concreta, tranne l'unanime constatazione che la Grecia sta perdendo tempo. Tsipras continua a sbagliare nelle sue analisi. Perfino il premio Nobel Paul Krugman, che continua a difenderlo, nella sua colonna sul New York Times invita  i greci a sbarazzarsi delle teorie del complotto: "Non è vero - scrive Krugman - che dall'altra parte del tavolo negoziale c'è un blocco solido di creditori implacabili e decisi a far fallire un governo di sinistra, anche a costo di un default e di un'uscita dall'euro; c'è più buona volontà dall'altro lato del tavolo di quanto i greci credano". Ma la teoria del complotto paga qui ad Atene: fa ricadere le responsabilità sugli altri e alimenta lo "spirito indomito" dei greci, parola del grande musicista Mikis Theodorakis.

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