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SPY FINANZA/ Le mosse "sospette" di Goldman Sachs e Wall Street Journal

Pubblicazione:mercoledì 29 aprile 2015

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E ancora, la Horizon Pharma Plc sul finire del 2013 acquistò i diritti sulle pastiglie anti-dolorifiche Vimovo dalla concorrente AstraZeneca: il 1 gennaio 2014, primo giorno di vendita sotto la nuova etichetta, il prezzo per una confezione di Vimovo da 60 pastiglie era salito a 959,04 dollari, un aumento del 597%, stando a dati Truven e come confermato dal grafico a fondo pagina. 

Tutte queste informazioni le ho ricavate da una splendida inchiesta del Wall Street Journal di lunedì, della quale ovviamente la grande stampa e i grandi mezzi televisivi italiani non hanno fatto menzione, vista la quantità di inserzionisti del ramo farmaceutico che hanno e la lotta senza esclusione di colpi per accaparrarsi pubblicità. E questo dovrebbe dirvi molto: è tornato il sano, vecchio giornalismo d'inchiesta Usa, quello con la schiena dritta stile Watergate? Forse, lo spero anzi, ma temo che questa sparata sia un atto prodromico ad altro. 

Sarà infatti una coincidenza, ma nel giorno della pubblicazione dell'inchiesta, la performance dell'Etf del ramo Biotech, l'Xbi, a Wall Street è stata pessima: giù di quasi il 7% su altissimi volumi di scambio e ancora una volta al di sotto di quota 50Ddma, "Direct Market Access", ovvero il trading elettronico che permette agli investitori di interagire con l'order book di un listino. Dunque, Goldman Sachs che spara contro i buybacks che sono di fatto il pilastro unico che mantiene in piedi il casinò di Wall Street ed evita che la bolla esploda e il Wall Street Journal che attacca frontalmente le aziende farmaceutiche e di fatto fa schiantare l'Etf del settore: sarà, ma a me questa faccenda della principale banca d'investimento e del principale organo di informazione finanziaria santi e martiri in nome del mercato libero e giusto non quadra proprio. E mi fa propendere per la scelta di un peggioramento controllato della situazione che, magari unito al dato del Pil Usa del primo trimestre che verrà diffuso oggi, possa non solo rimandare al 2016 il rialzo dei tassi, ma di fatto spianare la strada al Qe4, cioè a un nuovo mondo di stimolo permanente dove sono le Banche centrali a fare il mercato. 

In gergo tecnico si dice che siamo potenzialmente al top di una "blow off" della bolla, ovvero la fase immediatamente precedente allo scoppio che a volte è caratterizzata proprio da forti rally garantiti dall'euforia del parco buoi, mentre come vi ho già detto ieri e l'altro ieri, gli investitori professionisti stanno già scappando dal mercato. Purtroppo, le metriche storiche ora valgono molto meno per decodificare la situazione, visto che la variabile dell'intervento - diretto o indiretto - della Banche centrali ha un peso preponderante sull'andamento dei mercati. 

Se infatti si vuole la correzione come alibi, bisogna stare attenti che le forze reali di mercato non tramutino una slavina in una valanga epocale, ma visto che la Bank of Japan opera già direttamente sui mercati e la Fed può comprare futures sull'indice S&P's 500 per statuto, il tutto appare sì rischioso, ma non totalmente suicida. Che siamo in bolla è chiaro, altrimenti come spiegare lo Shanghai Index che raddoppia in meno di un anno o Amazon, azienda enorme e ben gestita ma con un core-business di basso margine che vede il suo titolo salire di più del 50% in Borsa in soli quattro mesi? 

D'altro canto, il margin debt a marzo è salito ai massimi storici, dati della Borsa di New York, segnale che ricalca il pattern delle precedenti fasi di pre-esplosione della bolla, nel marzo 2000 e nel luglio 2007: si crede al mercato eterno e ci si indebita per comprare titoli, mentre al Nasdaq i dirigenti delle aziende quotate vendono i loro titoli alla stessa azienda e i player professionisti scappano con le valutazioni ai massimi. Insomma, scoppia o non scoppia? Io propendo per la mia tesi, la Fed darà vita al Qe4. Questo, a mio modo di vedere, potrebbe imporre perdite a qualcuno, ma, stando alle dinamiche, potrebbero essere limitate per i giganti divenuti stra-miliardari e pesanti per il solito parco buoi, la vedova del Winsconsin o la massaia cantonese che fa trading da casa sulla Borsa di Shanghai. 

Sembra un film, ma è tutto vero. Certo, se solo si sbaglia una mossa o entra in azione il proverbiale granello di sabbia, allora sono dolori.

 

P.S.: L'onda lunga dell'inchiesta del Wall Street Journal sembra proseguire e ieri ha spedito l'Etfbiotech in territorio di ufficiale correzione, -10,8% in due giorni. Ovvero, bruciato un mese di rally di rimbalzo con volumi di scambio altissimi. Ci attende il primo caso di correzione mediaticamente indotta della storia? Io resto della mia idea.

 



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