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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Le mosse "sospette" di Goldman Sachs e Wall Street Journal

Per MAURO BOTTARELLI si avvicina una nuova fase, la quarta, di Quantative easing negli Stati Uniti. Ci sono diversi elementi che fanno pensare che questa ipotesi sia verosimile

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Preparatevi alla farsa finale. Al netto delle dinamiche macro e della bolla equities sia statunitense, sia cinese, sia europea, c'è la forte probabilità che invece della sana correzione che il mercato dovrebbe imporre, si vada ulteriormente in rally, almeno per un breve periodo. Ma attenzione, nulla è come sembra, quindi preparatevi a una tesi che vi sembrerà folle, ma che temo invece si avvicini molto alla realtà. Una realtà che ha un nome, anzi un acronimo: Qe4. 

Partiamo dal perché della probabile rottura di nuovi record da parte delle Borse: a Wall Street questa settimana ricominciano i buybacks azionari delle principali aziende quotate. E che ritorno che ci attende, visto che stando a Goldman Sachs e agli annunci della varie majors parliamo di riacquisti di titoli propri per un controvalore di quasi un triliardo di dollari solo quest'anno, una cifra pari al ciclo annuale più ampio di Qe operato dalla Fed. Di più, i buybacks saliranno del 18% quest'anno con un incremento dei dividendi del 7%, visto che soltanto sull'indice S&P's 500 i buybacks da inizio anno hanno totalizzato quota 265 miliardi di dollari, il 59% in più dello stesso periodo del 2014. Il primo grafico a fondo pagima ci spiega meglio la situazione. Ciò che però questo grafico di Goldman non spiega è chi sono i grandi venditori netti di titoli, visto che per ricomprare occorre che qualcuno voglia cedere: e sapete chi sono? Gli stessi dirigenti delle aziende che operano i buybacks, i quali monetizzano quello che non è altro se non un circolo vizioso nel grande casinò della Fed! E il secondo grafico ci mostra chiaramente la dinamica ma anche il comparto principale di chi vende, ovvero quello tecnologico: quindi, i manager delle aziende quotate al Nasdaq completamente in bolla, ma a livelli di quotazione record, stanno scaricando le loro azioni monetizzando e lo fanno pagati dalla stessa azienda per cui già lavorano, la quale è ben contenta di comprare i loro titoli alle quotazioni più alte mai viste! 

Il terzo grafico, che ho già pubblicato l'altro giorno, merita di essere posto nuovamente alla vostra attenzione, sia per farvi capire la reale sostenibilità dei corsi dell'indice tecnologico Usa, sia alla luce dei risultati trimestrali record presentati lunedì sera da Apple stessa, la quale ha chiuso con un fatturato di 58 miliardi di dollari e un utile netto di 13,6 miliardi di dollari, pari a 2,33 dollari per azione diluita. Questi risultati si raffrontano con quelli dello stesso trimestre dell'anno passato in cui l'azienda aveva registrato un fatturato di 45,6 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 10,2 miliardi di dollari, pari a 1,66 dollari per azione diluita e le vendite internazionali hanno rappresentato il 69% del fatturato trimestrale. Grazie a cosa? «La crescita è stata alimentata dalle vendite record per il secondo trimestre di iPhone e Mac e dai risultati record di sempre dell'App Store». Quindi, il primo che sento ancora contestare la finanza e le banche ladre e inneggiare a "Occupy Wall Street" con un Iphone d'ordinanza in tasca, lo inviterò a leggere qualcos'altro oltre alle app per trovare il miglior sushi bar in zona. 

Detto questo, i dati forniti da Goldman Sachs ci dicono invece che con gli oltre 900 miliardi di dollari di buybacks già autorizzati per quest'anno, le corporations Usa stanno non solo lastricando la strada per annegare nuovamente nel debito, ma soprattutto stanno per iniettare nel sistema più liquidità di quanto fatto dalla Fed nel picco del Qe! Un'enorme partita di giro, niente di più e niente di meno. Eppure Goldman nel suo report dice una cosa chiara alle aziende: smettete di riacquistare vostre azioni. Perché? «La finalità di un manager di portafoglio è predire cosa accadrà, non cosa dovrebbe accadere... E comunque, da un punto di vista strategico, i management in molti casi renderebbero un servizio migliore ai loro azionisti tentando delle acquisizioni». Per le quali, gli specialisti di Goldman Sachs - vedi per le due diligence -, prendono laute commissioni.