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VOLSKWAGEN/ "L'affaire Fiat" costato il posto a Ferdinand Piech

Pubblicazione:mercoledì 29 aprile 2015

Ferdinand Piech (Infophoto) Ferdinand Piech (Infophoto)

Il patriarca la voleva e Winterkorn, più politico e meno visionario, no. Piech non ha mai negato di essere interessato ad Alfa Romeo e non ha mai nascosto la sua ammirazione per Ferrari. In più, almeno due delle accuse rivolte dal patriarca all’amministratore delegato del gruppo (l’auto low cost e gli Usa) si sarebbero risolte da sole con un merger con Fca. Il Sussidiario.net è stato tra i primi a parlarne quasi un anno fa e, di recente, lo stesso Marchionne, ad di Fca, aveva confermato l’ipotesi parlando di possibili matrimoni con Gm, Ford o Volkswagen. I primi due costruttori hanno smentito ufficialmente e, a dire il vero, non si capiscono neanche quali potrebbero essere i vantaggi di un merger a stelle e strisce. Il costruttore tedesco non ha mai negato che ci fossero dei colloqui.

Ora, con l’uscita di Piech, l’accordo si è allontanato e non di poco. Gli interessi dei lavoratori tedeschi, la spocchia anti-Fiat del cancelliere tedesco, già emersa nell’affaire Opel, la volontà del Land della Bassa Sassonia, sui cui territori ci sono una buona parte degli stabilimenti tedeschi, hanno vinto su una logica industriale. O più semplicemente è stata una questione di prezzo: quello che Piech era disposto ad accettare per coronare il sogno di una vita era troppo alto per gli altri grandi stakeholder del gruppo, che hanno risposto picche. La crescita in Borsa dell’azione Volkswagen dopo la notizia dell’uscita di Piech si può spiegare anche così: meglio nessun matrimonio, che un matrimonio troppo costoso.

L’accordo è certo più lontano, ma non del tutto sfumato perché Piech ha ancora alcune carte da mettere sul tavolo. Per capire quali sono, bisogna sapere che il 50,07% di Volkswagen è in mano a Porsche Holding SE, una società finanziaria (che nulla ha più a che fare con la marca di automobili finita nel carniere di Wolfsburg) controllata dai discendenti di Porsche. Piech, naturalmente, ha una quota di questa holding e l’affaire Fca potrebbe trasformarsi in una questione di famiglia con un “patriarca” schierato nella sua ultima battaglia contro tutti e tutto. 



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