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DALLA GRECIA/ I "calcoli sbagliati" che mettono nei guai Tsipras

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Alexis Tsipras (Infophoto)  Alexis Tsipras (Infophoto)

Comunque sia, l'impressione che si ha, parlando, con i "syrizei" è che le dichiarazioni di Tsipras, le sue manovre e i suoi diktat verso gli europei, siano rivolte soprattutto alla sua base, e non all'opinione pubblica, la quale si trova oggi in uno stato di confusione che si manifesta ormai nella critica all'azione di governo. Ultimo argomento di dibattito pubblico: il referendum. Seguirà, a breve, quello sulle nuove tasse, compresa quella famigerata sulla prima casa che Tsipras aveva promesso di abolire e che era stata la pietra tombale di Samaras, perché il governo sembra essere costretto a mantenerla qualora non si raggiunga l'obiettivo dell'aumento del Pil all'1,4% e dell'attivo di bilancio dell'1,2%. Percentuali queste difficili da ottenere, in ragione dell'attuale situazione di riserva monetaria. 

È stato calcolato che il referendum verrebbe a costare 110 milioni di euro. Chi pagherà? Ovviamente il cittadino. Il governo ha pensato alla strategia del "giorno dopo"? Nonostante la dichiarazione di Tsipras, referendum significa altre elezioni. Supponiamo che l'accordo con i creditori internazionali "ecceda il mandato" (o le promesse elettorali), come ha ribadito Tsipras, che poi sarebbe quello di "non ripetere il circolo vizioso di austerità, miseria e saccheggio", e supponiamo che il primo ministro si rivolga alla nazione dicendo: "Cari amici e compagni, gli imperialisti ci impediscono di attuare il nostro programma di governo che voi avete sottoscritto, quindi abbiamo bisogno del vostro parere per attuare le misure di austerià che ci impongono, le stesse chieste al precedente governo, e che sono la condizione per un nuovo salvataggio". Supponiamo che lo zoccolo duro di coloro che vogliono restare nell'euro - oggi sette greci su dieci  - risponda "meglio l'euro della dracma". Dai risultati emergerebbe dunque una forte maggioranza in favore dell'euro e contro la politica di "rottura". A quel punto che cosa farà Tsipras? Ne prenderà atto e sarà costretto alle dimissioni, oppure dovrà applicare quelle riforme contro cui si è battuto, ma non avrà più una maggioranza parlamentare? Potrebbe essere sostenuto dalle opposizioni filo-euro, ma si troverebbe sotto costante ricatto. 

Dunque, altre votazioni, seconda prevedibile vittoria di Syriza: con lo stesso programma? Con un altro programma ancora meno realistico? Otterrà la stessa percentuale? Potrà formare una maggioranza equivalente all'odierna? Di certo si verrebbe a creare un cortocircuito tra governo e società. In questo lasso di tempo che cosa succederebbe all'economia? Ecco la ragione per cui Tsipras si sta dimostrando un "ingenuo". 

Non ha calcolato altresì le reazioni dei creditori, i quali potrebbero sentirsi ricattati da Atene. Lo stesso ricatto lo fece Jorgos Papandreou alcuni anni fa, ma venne "convocato" a Cannes e venne neutralizzato. E non deve sembrare strano che nel momento in cui il primo ministro cambia la "testa di ariete" e riavvia le trattative se ne esca con l'ipotesi del referendum. Non va dimenticato che a febbraio venne stipulato un accordo per trovare un accordo entro la fine di questo mese per concludere gli impegni e quindi ottenere la tranche di 7,2 miliardi. Resta tutto per aria, al momento. Il governo, presentando ieri al "Brussels Group" il disegno di legge omnibus, spera di arrivare a un "accordo minimum", stando alla definizione data dal vice primo ministro, il "moderato" Yannis Dragasakis. A questo punto arduo contare le parole e gli aggettivi che accompagnano o definiscono questo “accordo".


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COMMENTI
30/04/2015 - ARTICOLO RIDICOLO!! (Pietro Sita)

L'estensore è forse parte della lobby finanziaria anglo-tedesco-sionista che tiene in ostaggio i Popoli Europei? Tutti i governi tranne quello Greco sono emanazione dei grandi banksters internazionali, tutti i politici di governo prendono come consulenti personaggi della stessa cerchia di finanzieri e banchieri(Goldman Sachs) che hanno prodotto la crisi mondiale e che hanno prodotto questa europa FALLIMENTARE. I produttori di supercazzole di Bruxelles accusano Varoufakis di essere un "dilettante, perditempo, giocatore d'azzardo" quando questa è la definizione perfetta che si confà a loro e al loro operato degli ultimi quaranta anni. Gli stessi che accusano i Greci di non pagare le tasse sono quelli che come Junker (Junk in inglese significa spazzatura) hanno contrattato nelle segrete stanze tasse insignificanti per le multinazionali. Strauss Kan (anche se non sta in cima alle mie preferenze come persona)quando era presidente del FMI è stato fatto fuori con uno scandalo sessuale perché voleva applicare un piano di rientro dal debito che non riducesse il popolo Greco alla fame. Alla base della crisi europea e mondiale c'è un problema di politica monetaria che i banksters internazionali NON VOGLIONO AFFRONTARE. I bankesters negli anni hanno cambiato le regole della riserva frazionaria bancaria, in questo modo è stato creato un eccesso di debito che non potrà mai essere ripagato. Documentatevi su questo argomento di cui nessuno vuole parlare. Buon nazifascismo europeo 2.0.