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Economia e Finanza

FINANZA/ La Fed nasconde le tracce: il rialzo dei tassi Usa slitta oltre giugno

Janet Yellen (Infophoto)Janet Yellen (Infophoto)

Il coordinamento possibile, quindi da cercare per completare la lettura dei comportamenti di una componente (qui la Fed), può offrire indicazioni complementari a quelle date dalla fonte autentica: la lunga attesa propostaci dalla Bce nell’inizio della sua azione, seguita dal recente inizio del suo intervento, che produrrà effetti rilevanti ancora per mesi, fornisce anche un potente ammortizzatore agli effetti di un rialzo Usa (la dimensione del flusso di euro portati ai mercati mese per mese non può essere considerata indifferente nei suoi effetti sui cambi e sui tassi dentro e fuori dell’area euro), la posizione di politica monetaria della Banca del Giappone spinge nella stessa direzione di quella della Bce (con apparente maggiore flessibilità), da ultimo anche la Banca centrale cinese si muove (come le precedenti per ragioni interne) contribuendo, come effetto secondario, ad ammortizzare l’eventuale “sorpresa” che la Fed è in procinto di consegnarci. 

La sorpresa sarà certamente “data dependent”, seguirà quindi l’evoluzione dei dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione, entrambi apparentemente in miglioramento graduale verso i desiderata della Fed, il dato del primo trimestre 2015 e soprattutto la sua componente “scorte” contribuiscono ad allontanare da giugno l evento.

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