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SPY FINANZA/ Usa, Cina e Giappone: è tornata la crisi globale

Pubblicazione:giovedì 30 aprile 2015

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Ironia a parte, questi numeri - e per carità di patria ho evitato di analizzare il disastro senza precedenti che la Bce sta compiendo con il suo Qe, visto che ne ho parlato già lungamente nelle scorse settimane e che il caso Grecia potrebbe accelerare il tonfo - ci mostrano un mondo in cui gli Usa sono di fatto in recessione un'altra volta (tanti saluti ai vari Rampini e alle loro fantasiose narrazioni sulla turbo ripresa obamiana), la Cina è in netto rallentamento e il Giappone sta fallendo in pieno nel suo piano di uscita dalla deflazione. Il tutto, condito da mercati sovra-valutati ovunque, in piena bolla di debito sul margine e operanti su multipli semplicemente fantascientifici rispetto ai dati macro sottostanti. 

Questa è la situazione signori, dopo sei anni di Banche centrali al timone: siamo nei guai e questa volta guai grossi, perché la Fed non sa cosa fare, i mercati cominciano davvero ad avere paura e la situazione macro a livello globale - per non parlare di quella legata all'indebitamento di paesi e aziende - è molto peggiore e più precaria di quella del 2008. Io sarò anche un pessimista cosmico, ma il dato di ieri del Pil Usa non ha che confermato ciò che dico da mesi, pressoché solitario in mezzo a una pubblicistica ufficiale che ci spaccia gli Usa come motore della ripresa globale ed esempio da seguire (il fatto che gli Usa siano già in recessione, di fatto, lo ha testimoniato la reazione del petrolio al dato sul Pil; placido come un lago alpino, immobile, avendo già prezzato quella criticità attraverso il calo del prezzo, della domanda e del numero di disoccupati nel comparto). 

Non mi interessa di aver avuto ragione, anzi mi dispiace perché siamo messi davvero con le pezze al culo, ma fatevi una domanda: questi soloni strapagati di giornalisti ed economisti, è giusto che facciano ancora il loro lavoro oppure sarebbe meglio che facessero altro, magari chiedendo anche scusa per aver venduto balle a lettori e contribuenti fino a oggi? C'è però una variabile ancora in atto: ovvero, alla luce di questi dati - che a Washington avrebbero comunque potuto truccare con le revisioni o quant'altro, come fanno da trimestri - la Fed (che ieri sera ha fornito la guidance dopo la due giorni di riunione del Fomc) non solo è legittimata a non alzare i tassi almeno fino al 2016, ma potrebbe anche mettere mano alle presse ancora una volta, come vi dicevo ieri. Serve solo una bella correzione che instilli il panico generale e media che lo diffondano. 

E con la tensione tra Usa e Iran che, casualmente, in queste ora sta salendo ancora, anche la questione prezzo del petrolio potrebbe trovare una soluzione nel medio termine. Forse, anche nel breve. Come vi dico sempre, nulla è come appare.



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COMMENTI
30/04/2015 - Quotazioni oro (Massimo Di Valerio)

Che strano : dopo il balzo dell' oro pare che qualcuno lo abbia ributtato in basso dopo poche ore... Solita vendita di oro cartaceo ??? Chi ne sa di più mi scriva qualcosa.Grazie.