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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Usa, Cina e Giappone: è tornata la crisi globale

Il Pil degli Stati Uniti è stato sotto le aspettative e anche l'economia di Cina e Giappone stenta a ripartire. Per MAURO BOTTARELLI il chiaro segnalo che non c'è ripresa globale

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Alla fine la verità è dovuta venire a galla, anche a livello ufficiale. Da settimane vi dicevo che gli Usa erano di nuovo in recessione, che tutti i dati macro lo confermavano, che l'unica rilevazione seria era il GDPNow della Fed di Atlanta, il quale parlava nelle ultime analisi di un dato per il Pil del primo trimestre di quest'anno che ballava tra +0,1% e 0,0%. Bene, guardate il primo grafico a fondo pagina: ieri anche il Bea (Bureau of Economic Analysis) ha dovuto ammettere che a fronte di una previsione di crescita annualizzata del 2,2% a fine del 2014, il Pil statunitense nei primi tre mesi di quest'anno è cresciuto solo dello 0,2%! In altre parole, nello stesso trimestre in cui Wall Street ha macinato e stracciato un record dopo l'altro sia col Nasdaq che con lo Standard&Poor's, l'economia Usa sia è letteralmente impiantata, fermata. 

E nonostante vi abbia già dimostrato come quella dell'inverno rigido sia una scusa patetica (lo ha detto chiaro e tondo Goldman Sachs, dati climatici alla mano), state certi che i grandi giornali così come i politici e gli economisti la sfrutteranno a piene mani per non dover ammettere di aver toppato - o mentito - miseramente. Certo, ha pesato il dollaro forte nel calo record dell'export (-7,2% annualizzato) e sull'aumento dell'import (+1,8% annualizzato), peccato però che bastino due numeri semplici percentuali a smontare l'ennesimo bluff. Perché è un po' dura additare il tempo per un crollo di oltre il 50% dei consumi personali rispetto al trimestre precedente, arrivando solo all'1,31% e anche gli investimenti fissi, il famoso Capex con cui vi ho fatto una testa così riguardo la crisi del comparto shale oil, il quale ha sottratto lo 0,40% dal dato generale, la peggior lettura dal 2009. E il fatto che il dato sul commercio abbia sottratto a quello generale l'1,25% ci dimostra che, pur potendo accusare il tempo, le cavallette o gli ultra-corpi per tutto, la realtà è quella di un inizio anno che a livello di commercio globale ha visto una netta contrazione divenuta poi arresto, il quale non potrà che peggiore con il passare dei giorni con le dinamiche in atto. 

Ma attenzione, perché la criticità reale, la cosa davvero grave, arriva adesso. Guardate gli altri due grafici, ci mostrano due cose. La prima, la crescita di 121,9 miliardi di dollari delle scorte di magazzino private nel primo trimestre, per la maggior parte non agricole, il dato maggiore nella storia. Secondo, nei primi tre mesi di quest'anno l'economia Usa è cresciuta di soli 6,3 miliardi di dollari in termini nominali, arrivando a 17,710 triliardi. Ora, comparando la crescita totale del Pil con quella delle scorte di magazzino (prima ragione per cui il mondo è ingabbiato in un'ondata deflazionistica), arriviamo alla seguente conclusione: se invece di una crescita da 121,9 miliardi di dollari, quel dato fosse rimasto semplicemente piatto rispetto al precedente, il Pil Usa del primo trimestre di quest'anno sarebbe al -2,6%! Cosa succederebbe se per caso la spirale deflazionistica o l'esaurimento fisico dello spazio per stoccare portasse a una liquidazione di massa di quelle scorte?

Una supernova monetaria a cui potrebbe dare risposta una sola cosa: un mega-Qe, qualcosa da trasformare i precedenti tre cicli di stimolo della Fed in poco più che un bancomat. Ma si sa, l'importante è che la Borsa voli e lo spread resti basso grazie agli acquisti di Mario Draghi: sapete quanto contano queste variabili in un mondo a crescita zero? Nulla, anzi aggravano il quadro perché innescano le prime bolle che esplodono e il secondo fughe dall'obbligazionario, le quali però non faranno altro che innescare altre sell-off visto che anche dalle equities si fugge a gambe levate. 

Insomma, soldi a palate, liquidità ovunque che però non saprà dove andare, impazzita: un altro 2008 ma al cubo, epilogo testimoniato dal balzo del prezzo dell'oro registrato immediatamente dopo la pubblicazione del dato del Pil Usa. 


COMMENTI
30/04/2015 - Quotazioni oro (Massimo Di Valerio)

Che strano : dopo il balzo dell' oro pare che qualcuno lo abbia ributtato in basso dopo poche ore... Solita vendita di oro cartaceo ??? Chi ne sa di più mi scriva qualcosa.Grazie.