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FINANZA E POLITICA/ I 34 miliardi "buttati" da Renzi e Padoan

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

La scelta politica di fondo di questo governo quando nacque un anno fa fu quella di concentrarsi sul bonus da 80 euro, cui quest’anno si è aggiunto anche il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato. Nello stesso tempo la spending review di Cottarelli, che era già pronta, è stata rinviata e si è confidato sul fatto che avremmo avuto margini più favorevoli da Bruxelles a fine anno. Avere rinunciato a 34 miliardi di minor spesa in tre anni, preventivati da Cottarelli, ha portato alle clausole di salvaguardia fiscale che il governo è stato obbligato a mettere nella Legge di stabilità perché altrimenti l’Ue non ci avrebbe mai dato l’ok.

 

Con quali conseguenze?

La conseguenza sono 16 miliardi di aggravi di entrate. Possiamo contare su 4/6 miliardi di minori interessi sul debito che ci regala la Bce col Quantitative easing, ma restano 10 miliardi. È quest’ultima la somma della nuova spending review affidata a Gutgeld.

 

Gutgeld riuscirà a trovarli?

Se consideriamo che l’impegno dell’Italia con l’Ue non è quello di restare al 3%, ma di scendere a 1,7% e poi a 1,4%, vuol dire che bisognerà reperire altre risorse. I 10 miliardi di conferma del bonus da 80 euro vanno inoltre finanziati anche nel 2016, e a questa cifra si sommano i 2 miliardi di decontribuzione per il 2016. Ci sono quindi altri 12 miliardi da reperire, proprio nel momento in cui il deficit deve diminuire.

 

Quali sono le responsabilità del governo?

In queste condizioni avere rispedito Cottarelli negli Stati Uniti e avere abbracciato le clausole di salvaguardia è il vero motivo per il quale oggi il governo è inchiodato a una realtà contabile che gli impedisce di lanciare segnali fiscali che oggi sarebbero necessari. Anziché aspettare la Legge di stabilità a finire anno, occorrerebbe infatti intervenire adesso sulla spesa. Tanto più lo si fa energicamente, riprendendo le idee di Cottarelli, tanto più si avrà un margine aggiuntivo non solo per evitare la clausola di salvaguardia, ma anche per mettere in campo ulteriori sgravi fiscali.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
07/04/2015 - le persone sane di mente e quella insania nei cont (antonio petrina)

Oscar Giannino dice la verità dei numeri (leggi: dati Istat ultimo trimestre 2014) e che i conti pubblici ad oggi dicono ( come anche il prof Ricolfi commenta i dati istat su Il Sole della domenica pasquale (05/04/2015)che ,in attesa del DEF correttivo della politica di "buttare " altri 13 miliardi,che occorre forse puntare a vere ricette economiche e non a suggerimenti della psicologia adattata all'economia, ovvero che i debiti si pagano con gli investimenti pubblici e privati.

 
04/04/2015 - Diritto inglese? (Moeller Martin)

Una persona sana di mente può prospettare allo stato italiano di costituire sul proprio territorio un fondo a diritto inglese?