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FINANZA E POLITICA/ I 34 miliardi "buttati" da Renzi e Padoan

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Pier Carlo Padoan (Infophoto)  Pier Carlo Padoan (Infophoto)

«Sulle dismissioni del patrimonio immobiliare siamo di fronte a un eterno ricominciare da zero, e il vero ostacolo non è politico, bensì la ferma opposizione da parte dei vertici tecnici del Mef». Lo afferma Oscar Giannino, giornalista economico, dopo che il ministero dell’Economia ha scritto al Demanio e agli Enti locali per chiedere loro di individuare edifici pubblici disponibili per la vendita. La lettera inaugura il progetto “Proposta Immobili 2015” che, come sottolinea il Mef in un comunicato, “ha l’obiettivo di individuare e selezionare proprietà pubbliche da utilizzare per operazioni di dismissioni immobiliari, da realizzarsi entro l’anno”.

 

Che cosa ne pensa della lettera inviata dal ministero dell’Economia?

Il fatto che il Mef chieda al Demanio e ai Comuni di andare a caccia di cespiti da valorizzare è una vera e propria barzelletta. Da almeno otto anni la ricognizione è stata fatta, ma è risultato evidente che il cuore dell’amministrazione pubblica italiana non crede affatto all’opportunità e alla necessità di una seria operazione sul patrimonio immobiliare pubblico.

 

Prima di passare alla vendita, non è necessaria una radiografia?

La radiografia del patrimonio esiste già. Tutte le volte che si leggono notizie di questo tipo segnalano semplicemente il fatto che il cuore dell’amministrazione pubblica ricomincia da capo perché non vuole intraprendere una delle tante strade possibili.

 

Perché è tanto difficile vendere delle ex caserme?

Da anni si parla della cessione delle caserme, con un rimpallo di responsabilità su chi e dove lo doveva operare e oggi è tornata a pieno carico della Difesa perché se quest’ultima non porta a casa dei soldi sa che scatteranno dei tagli nei suoi confronti nella prossima Legge di stabilità. Sono molto scettico perché in questi anni nella realtà dei casi le dichiarazioni dei ministri pro-tempore o dei capi delle agenzie sono sempre state che i valori scendevano e che non era il momento giusto per vendere. La conseguenza è stata che una grande operazione non è mai partita.

 

Quale sarebbe secondo lei la soluzione?

La soluzione migliore sarebbe stata un grande fondo immobiliare, costituito non secondo il diritto italiano che lo esporrebbe a enormi difficoltà amministrative, ma secondo il diritto commerciale britannico, per poi lanciare una gara internazionale aperta ai maggiori player mondiali. Tutte queste idee sono rimaste nel cassetto e ancora oggi siamo in presenza di un eterno ricominciare da zero. Il vero motivo non è che i politici si oppongono, ma che sono i vertici tecnici del Mef a farlo.

 

Ora il governo deve fare una spending review da 10-15 miliardi. Troverà il coraggio di farlo anche a costo di perdere consensi?



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COMMENTI
07/04/2015 - le persone sane di mente e quella insania nei cont (antonio petrina)

Oscar Giannino dice la verità dei numeri (leggi: dati Istat ultimo trimestre 2014) e che i conti pubblici ad oggi dicono ( come anche il prof Ricolfi commenta i dati istat su Il Sole della domenica pasquale (05/04/2015)che ,in attesa del DEF correttivo della politica di "buttare " altri 13 miliardi,che occorre forse puntare a vere ricette economiche e non a suggerimenti della psicologia adattata all'economia, ovvero che i debiti si pagano con gli investimenti pubblici e privati.

 
04/04/2015 - Diritto inglese? (Moeller Martin)

Una persona sana di mente può prospettare allo stato italiano di costituire sul proprio territorio un fondo a diritto inglese?