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GEO-FINANZA/ Così Cina e India fanno "shopping" in Italia

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L’impressione è che i giganti dell’Asia siano in movimento per occupare gli spazi di crescita che l’Ovest, nonostante le continue iniezioni di liquidità, stenta a coprire. La globalizzazione, in questa cornice, non è più rappresentata da un flusso monodirezionale dai Paesi avanzate alle aree emergenti. Ma una competizione su più piani, cui l’Italia può partecipare in vari modi, ma con una logica che è la stessa di sempre: importare materie prime e capitali, riesportare prodotti finiti. 

Sembra un sogno. Ma i sogni talvolta diventano realtà, come ha confermato la sfilata dei potenti, da Modi a Bill Clinton, domenica alle esequie di Lee Kuan Yew, il compianto padre della moderna Singapore, capace di trasformare, senza violenza, una modesta e povera città asiatica nel posto più ricco e meglio governato del pianeta. Fu lui a indicare all’Asia la strada per uscire dalla guerra del Vietnam, così come il maestro di Deng Xiao Ping, colui che ha traghettato la Cina dal sottosviluppo alla leadership economica mondiale. 

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