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RIFORMA PENSIONI 2015 / Inps, 96% delle pensione dei ferrovieri sarebbero più basse con il metodo contributivo

Riforma pensioni, depositato in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati il ddl 2945 che consentirebbe di andare in pensione con la cosiddetta quota 100 dal 2016 al 2021. 

Cesare Damiano (Infophoto 2) Cesare Damiano (Infophoto 2)

RIFORMA PENSIONI 2015, INPS: "96% DELLE PENSIONI DEI FERROVIERI SAREBBERO PIU' BASSE CON IL CONTRIBUTIVO" - I requisiti per andare in pensione fino a poco tempo fa erano decisamente meno restrittivi e nel lungo periodo non sostenibili per il sistema: se ne sono accorti, loro malgrado, tutti i lavoratori in procinto di andare in pensione, soprattutto dopo la dolorosa riforma Fornero, e un ulteriore conferma, seppur indiretta, viene dall'Inps, secondo cui il 96% delle pensione dei ferrovieri sarebbero più basse se il calcolo fosse effettuato esclusivamente con il metodo contributivo. Il Fondo Speciale delle FS, nel 2013, ha presentato un disavanzo di 4,2 miliardi di euro, con squilibri finanziari coperti dal bilancio dello Stato. 

RIFORMA PENSIONI 2015, DDL 2945 PROPONE INTRODUZIONE QUOTA 100 - Riforma pensioni, nuovo ddl presentato alla Camera dei Deputati. L'ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano, attuale presidente della Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati ha presentato un nuovo disegno di legge che "si propone di introdurre un sistema di flessibilità in uscita" e coinvolgerebbe i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione a partire dall'1 gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2021. Il ddl, concepito per evitare nuovi casi di esodati e sottoscritto anche da altri deputati del Pd e di Sel, consentirebbe di andare in pensione, in quel periodo, raggiungendo la cosiddetta quota 100, composta dalla somma di età anagrafica e anzianità lavorativa. In particolare con il ddl si potrebbe andare in pensione a 62 anni con 38 anni di anzianità contributiva, a 63 anni con 37 anni di anzianità contributiva, a 64 anni con 36 anni di contributi versati, fino ai 65 anni e 35 anni di anzianità lavorativa. 

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