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SPY FINANZA/ I numeri che smontano i "miracoli" di Usa e Giappone

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Stando agli ultimi dati, infatti, i cittadini sopra i 55 anni hanno visto aumentare i posti di lavoro a marzo di 329mila unità rispetto a febbraio, mentre tutti gli altri gruppi di età hanno patito soltanto perdite di posti di lavoro! Tanto che dall’inizio della grande depressione post-Lehman, soltanto la categoria over 55 ha visto aumenti, mentre quelle al di sotto dei 55 anni sono ancora 1,2 milioni di unità lavorative sotto il livello cui erano nel dicembre del 2007! E a cosa dobbiamo questa dinamica? Ma ovviamente alle politiche distorsive della Fed, le quali con il loro mis-matching di qualsiasi elemento macro hanno portato a un ribaltamento delle dinamiche della forza lavoro (l’ultimo grafico in prima pagina) e a questo sviluppo. Chi infatti ha più di 55 anni e si preparava ad andare in pensione ha visto i frutti del proprio lavoro schiantati dalla politica di tassi a zero della Banca centrale, con i propri risparmi che generavano ormai profitti nulli, mentre gli americani più giovani - vista la dinamica - sceglievano di essere un po’ più “choosy” e restavano più a lungo al college, abbassando il numero della forza lavoro attiva e facendo aumentare a dismisura la bolla federale dei prestiti scolastici, al suo record assoluto.

Insomma, la ricetta per il disastro, visto che i lavoratori avanti con gli anni non hanno alcuna leva per poter chiedere aumenti salariali - cara grazia che trovano un lavoro - mentre i giovani Usa, pronti a entrare nel mondo del lavoro con la loro super-preparazione, si trovano a dover affrontare dinamiche salariali inflazionate e soprattutto un carico di debito iniziale contratto durante l’università che devono scontare da subito.

Bene, alla luce di questo, cosa ha avuto il coraggio di concludere il buon Hatzius nel suo report di venerdì sera, senza alcuna vergogna? «L’analisi suggerisce che è difficile essere ragionevolmente ottimisti verso l’outlook inflazionistico date le attuali condizioni economiche, a meno che molti driver dell’inflazione non comincino a salire contemporaneamente. Noi stessi non abbiamo fiducia nell’outlook inflazionistico e pensiamo che la politica giusta sarebbe quella di mantenere, almeno per il momento, l’aumento dei tassi congelato». Evvai, anche Goldman è capitolata e dice chiaramente alla Fed che deve stare ferma con i tassi di interesse almeno fino all’autunno inoltrato, se non addirittura l’inverno. Anche perché certe dinamiche, sottotraccia, stanno continuamente peggiorando e i rischi di un crash inaspettato - almeno per il parco buoi - aumentano con il passare dei giorni.

La prima delle criticità è legata al cosiddetto comparto obbligazionario ad alto rendimento di cui abbiamo diffusamente parlato in passato, un asset class che durante i cicli di Qe ha vissuto un aumento delle emissioni del 50% rispetto ai livelli normali, visto che gli emittenti - aziende con basso rating di credito e alto indebitamento - hanno sfruttato i costi di finanziamento bassissimi, mentre gli investitori sbavavano alla ricerca di rendimento a tutti i costi in un ambiente di yields praticamente compressi a zero dalla Fed, incuranti dei rischi connessi a questa strategia. Ultimamente, come ci mostrano i due grafici a fondo pagina, questa dinamica si è esacerbata ulteriormente, con i produttori di petrolio che emettono come non ci fosse un domani alla ricerca di finanziamento a tutti i costi pur di restare sul mercato, anche a fronte del taglio delle linee di credito da parte delle banche anche del 30-40%: a oggi, i bond high-yield legati al comparto energetico contano per un livello sproporzionato dell’intero settore, facendo aumentare i rischi di default a catena e margin calls.

 

 


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COMMENTI
07/04/2015 - Realtà e Rabbia (Moeller Martin)

Trovo gli articoli di Mauro Bottarelli sulla finanza squisiti ed istruttivi. Tendente al catastrofismo o al complottismo? Non credo, solo tanta rabbia e frustrazione nel constatare come dati inconfutabili e sotto gli occhi di tutti vengono sistematicamente stravolti pur di assecondare una visione distorta della realtà. L'italia è purtroppo molto esposta a questa propaganda che si riflette in posizioni populiste che coinvolgono oramai tutti i partiti, dalla Lega al PD. Un esempio? L'Inghilterra, dipinta come saggio paese non Euro e non fiscal-compact, ammirati per i risultati 2014, pil a + 4% con deficit al 7%. L'aritmetica elementare ci insegna che il saldo tra +4 e -7 è -3, e quindi nel 2014 l'Inghilterra si è impoverita del 3% così come l'Italia. Il problema è la gente ci crede, arrivando a sostenere che il debito sia solo un trucco contabile. Poveri noi!

 
06/04/2015 - Svizzera docet (Elio Campagna)

Non mi sembra catastrofista ma scruta la zona pericolo che esiste sempre. Io invece chiederei di allargare le sue analisi (USA e Japan vs Euro) anche alla Svizzera. Chiederei di non considerare l'argomento Svizzera a sé ma di richiamarla sempre, se possibile. Secondo me è importante tenerla a mente perché ciò le sta succedendo è una possibile anticipazione della fine delle altre aree valutarie: la resa delle banche centrali. Inoltre la sua economia è molto sensibile all'estero (non ha nulla se non montagne e alta produttività e ops... finanza). Ecco considererei la Svizzera una sorta di laboratorio di uno scenario ipotetico (come la salita del franco/marco?), insomma illustrissimo Bottarelli sfrutti tutte le sue competenze e non si lasci sfuggire questa realtà economica ipotetica pur con le diversità del caso. Infine, come avevo scritto già qui a lei, anni fa, grazie ancora per offrirci la sua competenza in materia: ci sono tanti giornalisti economici ma lei è tra i pochi con la G maiuscola! Buona Pasqua!

 
06/04/2015 - Critiche...e mai una proposta. (marco pezzi)

Leggo con interesse i Suoi articoli, se non altro perchè rappresentano sempre il lato oscuro degli eventi. La crítica che mi permetto muovere è che Lei si dimostra eccezionalmente bravo nel dimostrare le Sue teorie, complottiste a volte, ma non riesce MAI a proporre una alternativa, una soluzione. Sono sempre convinto che schierarsi dalla parte dei catastrofisti senza avere una soluzione sia troppo comodo, direi pigro. Probabile dimostrazione di chiusura mentale. Saluti.