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SPY FINANZA/ I numeri che smontano i "miracoli" di Usa e Giappone

Pubblicazione:lunedì 6 aprile 2015

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Se per caso la Fed alzasse i tassi, con i prezzi del petrolio che paiono destinati a restare bassi ancora a lungo e la scarsa liquidità sul mercato secondario che porterà con sé l’aumento della volatilità, ecco che il possibile scenario per un meltdown del settore sarebbe decisamente pronto a palesarsi, stante le emissioni record per 91 miliardi di dollari nel solo primo trimestre di quest’anno, il numero sempre maggiore di bond a rischio legati al mercato dell’energia e il sempre maggiore tasso di default da parte degli emittenti a rischio che sono ormai i padroni del mercato, in un contesto di Vix in aumento costante.

Ma pensate che la questione riguardi soltanto l’America? Vi sbagliate, la distorsione delle dinamiche di mercato da parte delle Banche centrali è globale. Il 30 marzo scorso il ministro del Lavoro giapponese ha infatti annunciato un ritardo nella pubblicazione dei dati della crescita salariale, attesa per il giorno successivo e immediatamente nella mia testa è comparso un unico pensiero: non sanno come truccare i dati, quindi prendono tempo.

Il mio solito vizio di pensar male? Forse ma guardate il grafico a fondo pagina: il ministero, esattamente come negli Usa, ha dovuto - per evitare di essere sommerso dal ridicolo e scatenare una fuga di investitori - operare una drastica revisione al ribasso di quei dati, la quale porta con sé un’unica realtà. Ovvero, per tutto il 2014 il Giappone non ha mai vissuto una crescita mensile dei salari. Nemmeno una, zero! Peccato che nelle stime precedenti Tokyo parlasse di sei mesi di crescita positiva a livello annualizzato dei salari, di fatto la prova provata che l’Abenomics stesse funzionando e che la monetizzazione del 100% del nuovo debito emesso e la manipolazione dei mercati portasse con sé miracoli economici e non l’attuale devastazione.

Balle, come vi dico ormai da mesi e mesi! Addirittura gli stipendi sono calati dello 0,2% su basi nominali, restando negativi fino a dicembre del 2014! E mentre attendiamo con ansia la quasi certa revisione del dato positivo del gennaio di quest’anno - state sicuri che non ci vorrà molto perché questo finisca ufficialmente in territorio negativo, con però una revisione al rialzo per i mesi a seguire - gli ultimi venti mesi hanno rappresentato il periodo più lungo senza un singolo aumento salariale reale mensile nella storia del Giappone! Miracoli dell’Abenomics e delle Banche centrali. Ma ora sta per palesarsi il conto da pagare.

 

(1 - segue)

 



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COMMENTI
07/04/2015 - Realtà e Rabbia (Moeller Martin)

Trovo gli articoli di Mauro Bottarelli sulla finanza squisiti ed istruttivi. Tendente al catastrofismo o al complottismo? Non credo, solo tanta rabbia e frustrazione nel constatare come dati inconfutabili e sotto gli occhi di tutti vengono sistematicamente stravolti pur di assecondare una visione distorta della realtà. L'italia è purtroppo molto esposta a questa propaganda che si riflette in posizioni populiste che coinvolgono oramai tutti i partiti, dalla Lega al PD. Un esempio? L'Inghilterra, dipinta come saggio paese non Euro e non fiscal-compact, ammirati per i risultati 2014, pil a + 4% con deficit al 7%. L'aritmetica elementare ci insegna che il saldo tra +4 e -7 è -3, e quindi nel 2014 l'Inghilterra si è impoverita del 3% così come l'Italia. Il problema è la gente ci crede, arrivando a sostenere che il debito sia solo un trucco contabile. Poveri noi!

 
06/04/2015 - Svizzera docet (Elio Campagna)

Non mi sembra catastrofista ma scruta la zona pericolo che esiste sempre. Io invece chiederei di allargare le sue analisi (USA e Japan vs Euro) anche alla Svizzera. Chiederei di non considerare l'argomento Svizzera a sé ma di richiamarla sempre, se possibile. Secondo me è importante tenerla a mente perché ciò le sta succedendo è una possibile anticipazione della fine delle altre aree valutarie: la resa delle banche centrali. Inoltre la sua economia è molto sensibile all'estero (non ha nulla se non montagne e alta produttività e ops... finanza). Ecco considererei la Svizzera una sorta di laboratorio di uno scenario ipotetico (come la salita del franco/marco?), insomma illustrissimo Bottarelli sfrutti tutte le sue competenze e non si lasci sfuggire questa realtà economica ipotetica pur con le diversità del caso. Infine, come avevo scritto già qui a lei, anni fa, grazie ancora per offrirci la sua competenza in materia: ci sono tanti giornalisti economici ma lei è tra i pochi con la G maiuscola! Buona Pasqua!

 
06/04/2015 - Critiche...e mai una proposta. (marco pezzi)

Leggo con interesse i Suoi articoli, se non altro perchè rappresentano sempre il lato oscuro degli eventi. La crítica che mi permetto muovere è che Lei si dimostra eccezionalmente bravo nel dimostrare le Sue teorie, complottiste a volte, ma non riesce MAI a proporre una alternativa, una soluzione. Sono sempre convinto che schierarsi dalla parte dei catastrofisti senza avere una soluzione sia troppo comodo, direi pigro. Probabile dimostrazione di chiusura mentale. Saluti.