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CRISI GRECIA/ Ecco il piano dell'Europa per "sostituire" Tsipras

Pubblicazione:martedì 7 aprile 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

“La destra liberista di Wolfgang Schauble punta ad asfissiare il governo Tsipras per creare una crisi della sua maggioranza e riportare al potere i conservatori di Antonis Samaras”. Lo afferma il giornalista greco Dimitri Deliolanes, dopo che il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui si citano anonimi rappresentanti dell’Ue, inclusi diversi ministri dell’Economia, secondo cui Tsipras dovrebbe mollare la sinistra del suo partito Syriza per allearsi con il Pasok. Ieri intanto il direttore del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde, dopo aver incontrato Yanis Varoufakis, ha annunciato che la Grecia “onorerà il pagamento della tranche di 460 milioni di euro del suo debito con il Fondo il 9 aprile”.

 

Fino a quando le casse statali della Grecia possono reggere?

Il governo greco finora ha smentito le varie date uscite sulla stampa europea, ma ha riconosciuto che effettivamente c’è un problema di liquidità. Le trattative in corso con l’Euro Working Group devono essere concluse rapidamente e alla fine di queste trattative ci dovrebbe essere un versamento da parte dell’Ue di una quota dei 7,2 miliardi, che è l’ultima tranche del prestito europeo verso la Grecia.

 

La lista degli impegni con l’Ue può creare a Tsipras dei problemi interni con l’ala sinistra di Syriza?

Gli impegni che il governo greco ha presentato all’Euro Working Group sono attualmente in discussione, e sono in piena continuità con le promesse di Syriza prima delle elezioni. Quindi nessuna misura di austerità e nessuna richiesta di ulteriori prestiti per pagare i debiti pregressi. Insomma, non c’è alcun problema o frattura né all’interno del governo, né all’interno di Syriza.

 

Per il Financial Times, Tsipras dovrebbe mollare l’ala più a sinistra per allearsi con il Pasok. Ciò non equivarrebbe a cambiare il programma di Syriza?

L’obiettivo è esattamente questo, ed è un’idiozia bella e buona. Ciò che emerge è un’immagine della politica europea piuttosto incapace e di basso livello, con un’uscita degna di politici di provincia. Già prima delle elezioni, tutti gli inviati dei media in Grecia erano convinti che la vittoria di Tsipras non sarebbe stata preoccupante per la politica dell’Europa perché comunque dopo il voto si sarebbe alleato con il partito To Potami. Peccato che si trattasse di un’ipotesi che in Grecia nessuno prendeva in considerazione. L’idea che ci sta dietro è che la democrazia non porta da nessuna parte, ma che sono i mercati che decidono. Espressione dei mercati sono le centrali della Commissione Ue, che pretendono di stabilire quale sarà la coalizione che governerà ad Atene.

 

Ci sono pressioni per un cambiamento del governo greco?


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COMMENTI
07/04/2015 - Una menzogna al giorni allunga la vita? (Moeller Martin)

Ritengo che Schaeuble abbia di meglio da fare che perdere il suo tempo con Tsipras e la Grecia, così come il FMI, la BCE e tutti i paesi Euro che senza eccezioni rifiutano di farsi prendere per i fondelli da Atene, tantè che le ultime riunioni dei ministri delle finanze sul tema Grecia si sono svolte in teleconferenza e sono durate non più di 10 minuti. Riguardo lo spettro della destra liberale, Deliolanes sà benissimo che sia Schaeuble che la Merkel non appartengono ne alla destra ne ai liberali ma ai cristiano democratico, costola dei popolari, e che i nostalgici della Stasi sono gli unici a votare contro quando vengono definiti i mandati alla Merkel per i summit europei. Quindi, caro Deliolanes, niente destra liberalista ma posizione unitaria di cristiano-democratici, socialdemocratici e verdi. La realtà è che ad Ateme si è insiedato un altro governo di quaquaraqua che come in occasione dell'accordo preso con Tsipras il 20 di settembre, lo firma a Bruxelles, lo critica sull'aereo durante il viaggio di ritorno per poi rimangiarsi tutto ad Atene. In cambio dei soldi la Grecia si è impegnata a fare riforme. Nessuno li obbliga, ma se non le fanno niente soldi. Tsipras ha fatto promesse eletterali sapendo che non avrebbe potuto mantenerle? Affari suoi, non certo nostri.