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DALLA GRECIA/ Il "piano P" nelle mani di Tsipras

Pubblicazione:mercoledì 8 aprile 2015 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 8 aprile 2015, 10.44

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Un progetto, questo, perseguito dal ministro dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, il quale da buon ex-comunista non pentito vede con molto favore la stretta collaborazione tra Grecia e Russia in funzione anti-europea. Quale destino avrà il Tap in cui sono interessati gli azeri a est e gli italiani a ovest? Collaborazione benedetta anche dal ministro della Difesa, Panos Kammenos, il quale continua a stupire con le sue dichiarazioni di questo tono: se arriviamo alla rottura ci rivolgeremo a Russia, Cina e Usa. Su un tema diverso, lo stesso ministro ha spiegato la sua decisione paventando l'ingerenza turca nell'Egeo. Chiamare in causa l'espansionismo ottomano è sempre una buona carta da giocare. Quale decisione? Spendere 500 milioni di dollari per revisionare alcuni aerei militari della Lockeed vecchi di 35 anni. L'accordo è già stato firmato e ha creato parecchi malumori tra i deputati di Syriza, i quali hanno spiegato che in tempo di crisi la somma poteva essere spesa diversamente. Ma questo è il prezzo di uno degli articoli del catalogo Kammenos che Tsipras deve pagare.

A parte alcune divergenze (ordine pubblico e la legge sulla abolizione dei carceri di massima sicurezza) la coppia Tsipras-Kammenos non soffre alcuna crisi, anche se alcuni ambienti europei vorrebbero che il primo ministro scaricasse il suo alleato e l'ala sinistra del suo partito per dare vita a un governo più moderato e filo-europeo. Forse non afferrano in pieno l'antropologia politica della sinistra ellenica. E poi queste notizie non dovrebbero essere prese sul serio per la semplice ragione che, all'interno, rafforzano e irrigidiscono la posizione del governo. E qualora qualcuno volesse far cadere Tsipras si troverebbe, in questo momento, spiazzato. Non esiste un'alternativa percorribile, anche se, stando all'ultimo sondaggio, i consensi verso Syriza sono scesi. 

Paradossalmente il più sicuro garante politico del primo ministro è proprio l'ex Premier Antonis Samaras: finché sarà Presidente di Nuova Democrazia il partito non avrà alcuna prospettiva di vittoria. Al partito conservatore servirebbero facce nuove, un nuovo linguaggio e una nuova proposta politica. Ma Samaras non cede forse perché convinto che il governo Tsipras sia "una parentesi".

Sinistra e destra hanno votato martedì scorso la proposta dell'istituzione di una commissione parlamentare che indagherà sulle scelte politiche che hanno portato la Grecia sotto il tallone dei due Memorandum. In Parlamento, durante il dibattito, si è assistito a scene viste nelle volte precedenti. Accuse, contro accuse, attacchi personali e sgarbi istituzionali: la "Voulì" (Parlamento) lavora in queste condizioni, purtroppo. Dalle dichiarazioni emerge comunque un fatto certo: i veri "colpevoli" sono Jorgos Papandreou ed Evangelos Venizelos. I diciassette parlamentari avranno un duro lavoro da svolgere, di sicuro emergerà una qualche verità, si dubita che sia quella oggettiva.


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