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DEF 2015/ Il "pareggio" che serve a Renzi per vincere le regionali

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Il pareggio di bilancio dell’Italia potrebbe essere rinviato al 2018. Ieri, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri, Padoan ha spiegato che il deficit sarà pari al 2,6% del Pil per l'anno in corso, per scendere poi all'1,8% nel 2016 e allo 0,8% nel 2017. Cifre in linea con le stime precedenti, che tuttavia sono state criticate dalla Commissione europea con le previsioni di autunno, secondo cui il pareggio di bilancio strutturale potrebbe non arrivare tra due anni. Non sarà quindi semplice liberarsi delle clausole di salvaguardia. In attesa che ci sia l’approvazione del testo del Def, abbiamo chiesto un commento ad Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università G. D’Annunzio di Pescara.

 

Secondo lei Renzi potrebbe arrivare a rinviare il pareggio di bilancio?

Sì, potrebbe chiedere un allentamento di questa regola insensata per un motivo sostanzialmente propagandistico, in quanto in vista delle elezioni regionali ha bisogno di far vedere che l’Europa gli dà qualcosa. Le stime di crescita del Pil da parte del governo sono del resto abbastanza fragili. Allentare i vincoli di bilancio significa mettere le mani avanti rispetto all’ipotesi che il Pil non cresca, e che quindi le variabili fiscali di bilancio rispetto al Pil possano esplodere.

 

È dai tempi di Tremonti che l’Italia insegue il pareggio di bilancio senza raggiungerlo. Quale senso ha questo obiettivo?

Da un punto di vista macroeconomico il pareggio di bilancio non ha nessun significato. Non esiste nessun modello che preveda che regole di questo tipo siano ottimali. È una richiesta imposta all’Italia e agli altri Paesi del Sud dal blocco degli Stati settentrionali dell’Eurozona. Questi ultimi hanno un interesse strategico molto evidente a soffermare l’attenzione sulle dinamiche di debito pubblico, perché noi stiamo vivendo una crisi che in realtà è determinata dalle dinamiche della loro finanza privata.

 

Ma la colpa non è del fatto che i cittadini del Sud Europa sono tutti fannulloni?

Se fosse vero che italiani, greci e spagnoli sono così fannulloni, sarebbero stati molto stupidi i francesi e i tedeschi a prestare loro così tanti soldi. In realtà, la vera radice del problema sono le dinamiche della finanza privata e in particolare la scarsa attenzione delle banche del Nord. È per questo che i paesi settentrionali continuano a riportare l’attenzione sul pareggio di bilancio: vogliono così evitare di affrontare i veri problemi.

 

Perché l’Italia non ha ancora raggiunto il pareggio di bilancio?



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