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SPILLO/ Quel pasticcio brutto Ue sulle tasse delle banche italiane

Antonio Patuelli, Presidente Abi (Infophoto) Antonio Patuelli, Presidente Abi (Infophoto)

Da un lato, dunque, banche in perdita per ragioni "eccezionali" (l'attacco speculativo al debito italiano, su cui fra l'altro ha indagato la Procura di Trani); dall'altro lato, una fase progressiva di cambiamento e armonizzazione delle norme fiscali sull'ammortamento delle perdite su crediti. È fra questi paletti che la Ue alimenta ora il sospetto di aiuti di Stato, riaprendo ferite in realtà mai rimarginate, neppure minimamente: i "rossi" di bilancio (ve ne sono anche in alcuni consuntivi 2014, fra pochi giorni all'esame delle assemblee) sono reali o indotti artatamente da fattori esterni, addirittura da regole Ue o internazionali discriminatorie?

In questo caso la spirale che gli economisti definiscono "pro-ciclica" si avvolgerebbe ancor di più, allungando ulteriori ombre sui conti del credito in Italia. Una volta di più, sarà curioso non meno che preoccupante osservare la reazione del governo: contando sempre che a decidere sia la politica (cioè i ministri competenti) e non l'Agenzia delle Entrate: che deve applicare le norme decise dal governo italiano, non decidere le norme che aumentano il gettito a qualsiasi costo. Anche quello di colpire alle spalle le banche domestiche, già prese a pugni da Eba, Bce, Basilea 3.

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