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SPY FINANZA/ I grandi affari delle banche (alla faccia dell'economia reale)

Pubblicazione:mercoledì 8 aprile 2015

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Strano, questa visione delle cose non mi suona nuova. E a voi? Bene, guardate il grafico a fondo pagina, ci mostra come la fiducia dei consumatori europei sia ai massimi dal 2007, l'Eurostoxx 600 in pieno e correlato rally, mentre il tasso di disoccupazione sia appena superiore ai minimi record: vi pare una situazione accettabile e foriera di base per una ripresa sostenibile? A me no, il problema è che ai politici e regolatori europei interessa solo la percezione di crescita e la fiducia, non i dati macro reali e per questo Mario Draghi continua imperterrito a pompare liquidità per il sistema bancario sotto forma di acquisti obbligazionari, con la pletora di membri del board della Bce che ogni giorno non solo difende l'operazione, ma addirittura anticipa il fatto che si potrebbe proseguire oltre il settembre 2016. 

Balle e ve l'ho dimostrato la scorsa settimana, quando vi ho fatto vedere come si stia abbassando e di molto la platea dei bond eligibili per l'acquisto e quindi, o la Bce devasta il suo bilancio e compra anche bond con rendimento sotto il tasso di deposito al -0,20%, oppure già a fine di quest'anno potrebbe dar vita al "taper" perché impossibilitata a trovare carta da monetizzare. Ma c'è di più. La scorsa settimana vi ho parlato di come le corporations americane abbiano emesso nel primo trimestre di quest'anno un quantitativo enorme di debito, pari a 348 miliardi di dollari, mentre nel solo mese di marzo le emissioni hanno sfiorato il record del 2008 con 143 miliardi di dollari di controvalore. A fare la parte del leone sono state le aziende legate al comparto del petrolio, le quali hanno emesso debito ad alto rendimento come se non ci fosse un domani nella speranza di riuscire a finanziarsi e sopravvivere ai prezzi in continuo calo che stanno falcidiando il settore, ma giova ricordare che grazie al denaro dei vari cicli di Qe, gli Stati Uniti hanno visto il numero di emissioni high-yield salire oltre il 50% dalla media storica. 

E sapete cosa sta accadendo in Europa con il Qe della Bce? La stessa dinamica, visto che stando a calcoli di Ubs la manovra di acquisto da oltre un triliardo di euro della Banca centrale si sostanzierà quest'anno in un'offerta di oltre 600 miliardi di euro di nuovo debito in Europa, su del 20% rispetto allo scorso anno e con le obbligazioni ad alto rendimento a quota 100-140 miliardi (+28% anno su anno) e l'IG non finanziario a quota 275 miliardi (+22% anno su anno). Già il primo trimestre di quest'anno ha visto le emissioni IG europee salire del 41%, con gli emittenti che sfruttano la finestra offerta dalla Bce per estendere i profili della scadenza e capitalizzare sui movimenti del cross euro/dollaro. Ma non solo, sempre nei primi tre mesi di quest'anno, le emissioni high-yield sono salite del 73% anno su anno, dando corpo a una dinamica pericolosissima: il profilo di qualità del credito degli emittenti, infatti, è destinato a deteriorare sempre di più mano a mano che gli spread verranno compressi dagli acquisti e i rendimenti crolleranno, portando gli investitori a gettarsi sul mercato ad alto rendimento per ottenere qualche extra-punto di yield scommettendo su emittenti con forte indebitamento e rating tutt'altro che tranquillizzanti. 

 


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