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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ I grandi affari delle banche (alla faccia dell'economia reale)

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Certo, c'è il rischio che l'attività onnivora della Bce, esattamente come quella della Bank of Japan, vada a erodere due variabili fondamentali per il business del trading, ovvero volumi e liquidità, ma se anche i rendimenti ultra-bassi spingeranno fuori dal mercato alcuni investitori, i banchieri d'affari potranno comunque tamponare quel calo dei volumi con nuovi clienti che si lanciano in mercati che offrono maggiori guadagni, come ad esempio l'obbligazionario high-yield che abbiamo visto essere a volumi record nel primo trimestre di quest'anno proprio grazie allo stimolo dell'Eurotower. 

Insomma, le banche fanno trading sui flussi e quello dei soldi della Bce è appena iniziato: tranquilli, loro beneficiano sempre e cadono sempre in piedi, perché a differenza delle aziende e dell'economia reale c'è sempre qualcuno che li salva. Oltretutto, poi, il grande bottino si farà se la Bce riuscirà a far salire l'inflazione e con essa i rendimenti obbligazionari, visto che con i tassi a lungo termine in salita aumenteranno anche l'attività e le opportunità di hedging, uno scenario che vedrà proprio le banche e gli asset managers tra i principali beneficiari. E che la follia obbligazionario innescata dalla Bce sia già a livelli da manicomio, lo dimostrano i primi due grafici a fondo pagina, i quali ci dimostrano come a febbraio oltre la metà del debito spagnolo, per la precisione il 50,5%, fosse in mano a investitori stranieri, un controvalore di 333,5 miliardi di euro sui 660,4 totali. 

Di più, è di ieri ma notizia che il Tesoro spagnolo ha venduto 0,725 miliardi di euro di titoli a sei mesi con rendimento negativo al -0,002% per la prima volta nella storia! Insomma, la Spagna sembra diventata la nuova Svizzera! Ma pensate che solo Usa, Europa e Giappone abbiano a che fare con mercati impazziti? No, la Cina non pare seconda a nessuno. Visto che a fronte di un rally spaventoso dell'indice di Shanghai, sostenuto da un margin debt spaventoso (terzo e quarto grafico), ovvero denaro preso in prestito da istituzioni finanziarie e non (shadow banking) per investire, grazie al China Household Finance Survey scopriamo che due terzi degli investitori equities cinesi hanno un'educazione che li ha visti uscire dal sistema scolastico a 15 anni, mentre più del 30% lo ha fatto a 12 anni o prima, come ci mostra l'ultimo grafico! 

Insomma, tutti traders in Cina. Davvero un rally sostenibile, di fatto reso possibile dall'erosione dei profitti legati alle proprietà immobiliari che spinge i proprietari di casa, nella gran parte senza alcuna preparazione, a mettersi in coda per entrare nel grande casinò della Borsa. Certo, la storia vuole che Joseph Kennedy liquidò le sue azioni prima del crash del 1929 grazie ai consigli di un lustrascarpe, ma qui mi sembra che si stia davvero esagerando. Se non scherzando con il fuoco.

 

 

 

 

 

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