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Economia e Finanza

DEF 2015/ L’aumento delle tasse "nascosto" da Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

La clausola di salvaguardia potrebbe anche scattare, lo ritengo però un fatto estremamente improbabile. La crescita del Pil va sommata infatti agli effetti monetari, dal momento che c’è un po’ di inflazione in più rispetto al previsto, con la riduzione del cambio dell’euro che controbilancia la diminuzione del prezzo del petrolio. Di fatto nell’Eurozona finiamo per pagare il petrolio il 10%, e lo stesso vale anche per altre materie prime d’importazione.

 

E quindi?

L’aumento del Pil monetario sarà maggiore non soltanto rispetto all’aumento dell’indice dei prezzi, ma anche rispetto allo 0,7% previsto dal governo. Ritengo per questo improbabile che le clausole di salvaguardia scattino, perché anche se il Pil crescesse soltanto dello 0,3/0,4%, il tasso d’inflazione lo porterebbe comunque sopra l’1%. Aumenta inoltre l’Iva sulle importazioni. Questo governo nonostante tutti i suoi errori può quindi beneficiare di un margine ampio.

 

Il governo prevede il pareggio di bilancio al 2017. Con quali effetti?

La politica espansiva di cui parla il governo prevede in realtà una riduzione degli investimenti, e mai una riduzione di imposte come per esempio quelle sulla casa. La politica di Renzi è tesa a favorire fin che può la base elettorale, ma a lasciare l’intreccio tra enti locali ed organismi collaterali al partito come le cooperative. Manca una politica di crescita dovrebbe basarsi invece sulla libertà di mercato, sulla riduzione delle imposte sul risparmio e su una politica di investimenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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