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SENTENZA PENSIONI/ Il giurista: ecco perché il Governo non può procedere coi rimborsi parziali

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Ma è evidente che non si può rimediare ad un'ingiustizia mediante un'ulteriore compressione dei diritti costituzionalmente ingiustificata. Dalla lettura della sentenza emerge, a questo proposito, un aspetto di evidenza lapalissiana: le esigenze finanziarie che nel 2011 sono state poste a giustificazione del blocco in questione, sono apparse del tutto generiche. Adesso, a quattro anni di distanza, e dopo che l'attuale esecutivo ha proceduto nel frattempo a distribuire vantaggi economici ad un'amplissima parte dei cittadini (con i famosi 80 euro), come si potrebbe mai giustificare la perdurante presenza di una presunta necessità di ordine finanziario che imporrebbe di disporre un rimborso soltanto parziale del danno subito da un'altra amplissima fascia di cittadini?

In breve, occorre comprendere che non si possono distribuire vantaggi — posti a carico dell'intera collettività — prima di avere ripristinato il pari godimento dei diritti che sono stati già compressi per ragioni di interesse generale. Se non si restituisce ragionevolezza all'intero sistema delle decisioni politiche che incidono sui diritti individuali a prestazioni pubbliche, anche i prossimi passi del Governo rischiano di essere nuovamente portati al sindacato della Corte. Ma prima ancora, sarà il giudizio della collettività a pronunciarsi con nettezza sulla scorrettezza dei comportamenti dei poteri costituiti. E senza ravvedimento non ci sarà l'assoluzione. 



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COMMENTI
10/05/2015 - senza ravvedimento non ci sarà l'assoluzione (Corrado Rizzi)

Questo è solo fumo in faccia agli italiani! Il problema vero non sono i soldi sottratti più o meno giustificatamente ai pensionati ma piuttosto i costi della politica ai quali non si vuol porre mano. Non si vuol porre mano alla riduzione dei costi del Quirinale Non si vuol porre mano alla riduzione dei parlamentari e dei loro stipendi Non si vuol porre mano alla riduzione delle province Non si vuol porre mano alla riduzione delle regioni e dei loro costi. Non si vuol porre mano alla riduzione dei costi dei comuni (spaventosi) La domanda vera è:" chi sarà in grado di fare in fretta e bene queste riforme?"