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CRISI GRECIA/ Il "gioco del coniglio" che può danneggiare l'Italia

Pubblicazione:lunedì 11 maggio 2015

David Cameron (Infophoto) David Cameron (Infophoto)

Due diciassettenni, Jim (Dean) e Buzz fanno una gara per acquisire contemporaneamente “reputazione” e “popolarità” - oggetti del gioco multiplo a più livelli - di fronte al loro mondo di riferimento: una corsa automobilistica (su auto rubate) verso un dirupo. Se uno dei due sterza all’avvicinarsi del burrone, mentre l’altro avanza e riesce a saltare fuori dall’auto proprio prima che la vettura crolli nel baratro, il primo fa la figura del coniglio mentre l’altro vince “reputazione” e “popolarità”. Se entrambi corrono senza gettarsi fuori dall’auto prima del burrone, moriranno ambedue e “reputazione” e “popolarità” non serviranno a nulla, quanto meno a loro. Nel “gioco” nessuno dei due giocatori ha una strategia dominante e vi sono due equilibri potenziali (“sterza”-”continua dritto” o “continua dritto-sterza”). A ciascuno dei due giocatori conviene adottare una strategia opposta a quello dell’altro. Se uno dei due dichiara di “non sterzare” ed è credibile, l’altro verrà costretto a sterzare per primo per evitare sia il burrone, sia un probabile scontro.

Sia Tsipras che Varoufakis hanno affermato a gran voce di seguire la strategia “continua dritto-non sterzare” nella convinzione (giusta o errata che fosse) del timore delle loro controparti che ove la Grecia fosse precipitata nel burrone ne sarebbero seguiti altri Stati Ue, con conseguente spappolamento dell’Unione. Le loro controparti parevano convinte che Tsipras e Varoufakis sarebbero andati a capofitto senza troppi danni per il resto dell’Ue.

La vittoria di Cameron, e le prospettive di un referendum britannico sull’Ue, hanno cambiato i termini del “gioco del coniglio”. Ora, per non finire nel baratro, il resto dell’Ue potrebbe dover cambiare almeno parte delle proprie regole. Anche perché la Gran Bretagna ha tessuto una rete di alleanze con numerosi Stati neo-comunitari. Quindi, fa paura la prospettiva che la Grecia finisca del burrone; se il referendum britannico lancia un forte messaggio anti-Bruxelles, altri si accoderebbero e l’Ue o cambierebbe molti aspetti dei suoi connotati (e di quelli dell’eurozona) o si sfarinerebbe.

Quindi, oggi tutti pronti a dare una mano a Tsipras e Varoufakis, Come? Facendo proprio quando suggerito daIlSussidiario.net alcuni mesi fa: effettuare puntualmente i pagamenti dovuti (da Atene) al Fondo monetario (al mondo qualche certezza deve pur restare) e allungando le scadenze nei confronti degli altri. Per via Venti Settembre ciò vuol dire un lungo good-bye a quanto Atene deve al Tesoro italiano, un fardello molto più pesante di quello derivante dalla sentenza della Corte Costituzionale. Ma sarebbe “politicamente scorretto” parlarne. Quindi, come diceva Maurice Chevalier nel capolavoro di René Clair del 1947, le silence est d’or.



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