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RIMBORSO PENSIONI/ Così Renzi paga pegno per "l'esilio" di Cottarelli

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Non diamo a Bruxelles colpe che non sono sue. La verità è che l’Italia ha un bilancio pubblico in condizioni di grande fragilità. Se noi avessimo usato il 2013 e 2014 per mettere completamente in sicurezza il bilancio pubblico, oggi avremmo margini di manovra superiori. Invece si è scelto di arrivare “al pelo”, in modo da poter sfruttare tutti gli spazi possibili nell’illusione di rilanciare l’economia facendo un po’ di spesa pubblica.

 

Con quali conseguenze?

La conseguenza ovvia è che ora ci troviamo in difficoltà. Il problema non è Bruxelles, bensì la politica economica poco ragionevole del governo Renzi. Con una congiuntura internazionale così favorevole, avremmo potuto fare molto di più dal punto di vista del rientro dal debito pubblico.

 

Come si fa a rispettare i vincoli di bilancio con un sistema previdenziale così costoso come quello italiano?

Se noi avessimo avviato la spending review già nel 2014, oggi avremmo ben altri margini di manovra. Si è scelto invece di allontanare Cottarelli e di limitare enormemente lo spettro della spending review, e il risultato è quello che vediamo. Noi chiediamo sempre “come si fa” quando ormai è troppo tardi, mentre bisognava pensarci prima. Il governo dovrebbe compiere quantomeno un minimo di autocritica sulle scelte realizzate nel 2014.

 

Probabilmente lEuropa ci chiederà una clausola di salvaguardia per assicurarsi che rispetteremo i vincoli di bilancio. C’è il rischio che l’Italia si trovi a dover rincorrere una clausola di salvaguardia dopo l’altra?

Questa è una cosa che sicuramente avverrà. L’unica possibile via d’uscita sarebbe decidersi di dire agli italiani che la messa in sicurezza del bilancio pubblico e la riduzione del debito in questo momento sono il nostro principale problema. E che quest’ultimo rende necessari avanzi primari consistenti per un lungo periodo di tempo e un abbattimento del debito attraverso tutte le possibili operazioni di privatizzazione.

 

(Pietro Vernizzi)



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