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FINANZA & MERCATI/ Bond e azioni: quella doppia correzione "irrazionale"

Pubblicazione:domenica 17 maggio 2015 - Ultimo aggiornamento:domenica 17 maggio 2015, 8.49

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

Riassumendo quanto osserviamo sui mercati europei, possiamo dire che i risultati portati da inizio anno sulle gestioni azionarie dovrebbero essere nettamente soddisfacenti, i rendimenti offerti dal mercato obbligazionario sono adatti al vero investitore irrazionale (ritrovabile più facilmente nei manuali di "economia comportamentale", probabilmente come caso estremo, che nei testi classici di economia), la correzione contemporanea dei due mercati può quindi derivare da un misto di razionalità che torna - sul mercato obbligazionario - e di volontà di “scrivere” i risultati, nonostante le valutazioni siano ancora contenute (sempre la "behavioural economics" ci spiega l’ irresistibile impulso di liquidare gli investimenti redditizi e mantenere quelli più deludenti).

Dall’altro lato dell’Atlantico, dopo un abbondantissimo preannuncio di cambio di politica, letti i recenti dati macroeconomici, la Fed appare tentennante. Da una sensazione chiara di prossimo rialzo dei tassi, Janet Yellen è passata alle stime di quanto ritardo potremmo osservare rispetto alle sue prime stime. Da una situazione in cui più forze spingevano con evidenza a favore di un dollaro forte, ci troviamo in una in cui il dollaro è ancora forte, ma una delle forze che lo sostenevano sembra essere impercettibilmente svanita. Il mercato inizia di conseguenza a perdere alcune delle certezze che spiegano alcuni movimenti di cui alcuni gestori hanno beneficiato negli ultimi mesi. La volontà della Fed inizia a compiersi ma la guida esatta degli attori di mercato lungo una strada sicura e ben illuminata si è interrotta: inizia il periodo in cui si navigherà a vista scrutando i possibili comportamenti futuri attraverso letture “data dependent”.

Una sola variabile appare ancora non considerata: dopo circa dieci anni di tassi in discesa, di fronte a un probabile, anche se non troppo ampio, spostamento al rialzo delle principali curve dei tassi di interesse, ci troviamo con una struttura di mercato secondario profondamente modificata. La Volcker Rule in Usa , le regole di Basilea 2 e 3, la sempre più fortemente richiesta di separare la banca d’ investimento dalla banca commerciale rendono da un lato la banca commerciale molto simile a una "utility" regolata, dall’altro privano il mercato dell’ operatore che oliava gli ingranaggi consentendone un funzionamento quasi lineare. L’ampiezza dei movimenti oggi osservati in un breve spazio di tempo sul mercato obbligazionario è la prova generale “addomesticata” di quanto potremo osservare quando gli investitori vorranno trasformare la struttura dei portafogli gestiti (seguendo approcci sempre più simili visto che la segmentazione degli operatori per specializzazione in durata degli investimenti è sempre meno netta) e non avranno più di fronte a sé la controparte capace di prendere in posizione quanto sarà offerto in vendita, ma un puro intermediario che si metterà a sua volta alla ricerca di un compratore?


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