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BANCHE/ Guzzetti alla Ue: "UniCredit e Intesa solide grazie alle Fondazioni"

Pubblicazione:lunedì 18 maggio 2015

Giuseppe Guzzetti, presidente Acri Giuseppe Guzzetti, presidente Acri

"Io sono sereno, sono certo che il governo italiano avrà ottimi argomenti per rispondere alle nuove richieste della Ue sul ruolo delle Fondazioni italiane di origine bancaria". Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri e della Fondazione Cariplo, commenta così - in margine all'avvio della settimana della filantropia globale all'Expo di Milano - le ennesime remore sollevate da Fondo monetario internazionale e fatte proprie dalla Commissione di Bruxelles. Le Fondazioni rappresenterebbero tuttora un elemento opaco (e un potenziale fattore di rischio) nella governance delle grandi banche italiane: al pari delle Popolari, su cui non a caso proprio l'Fmi ha pressato il governo italiano per una riforma blitz. Molto secca la replica di Guzzetti: "UniCredit e Intesa, i due maggiori gruppi bancari italiani, sono lì a dimostrare quale solidità e quali performance posano esprimere banche che contano numerose fondazioni nel loro azionariato. Possono affermare lo stesso le autorità monetarie tedesche sulle loro Sparkassen o su altri importanti gruppi salvati dallo Stato?". In ogni caso, ha ricordato Guzzetti , il recentissimo atto negoziale siglato fra Ministero dell'Economia e Acri in applicazione dei principi della legge Ciampi, conferma la volontà dell'intera comunità delle Fondazioni di concretizzare standard prudenziali come la diversificazione del portafoglio, l'esclusione di investimenti rischiosi in derivati e di ricorso all'indebitamento. "Non possiamo più offrire - ha sottolineato Guzzetti - neppure con casi singoli motivi per accreditare critiche generalizzate alle Fondazioni"    



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