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SPILLO/ Così l'Ungheria mostra il "fallimento" di Draghi (e dell'euro)

Viktor Orban (Infophoto) Viktor Orban (Infophoto)

Possiamo comunque consolarci: un simile mercato finanziario è sempre meno correlato e legato all'economia reale. E dopo tanti anni l'economia reale se n'è accorta e cerca altre strade e uomini coraggiosi in grado di indicarle. Come per esempio sta accadendo in Ungheria, dove il premier Victor Orban continua a prendere decisioni contrarie all'ideologia dominante del mercato libero da ogni regola. Cioè continua a mettere regole e limitazioni, in modo che il mercato non sia libero di saccheggiare le risorse sociali e distruggere la convivenza civile. 

Un esempio è un recente decreto del governo che da marzo impone la chiusura domenicale ai grandi centri commerciali. Un decreto che ha provocato la vivace reazione dei grandi gruppi di distribuzione; ma il governo non ha deviato dalle proprie decisioni. Questo è solo un esempio, ma è tutta la politica del governo a essere orientata in tale senso. E le conseguenze positive si stanno vedendo.

Proprio in questi giorni la celebre marca di automobili Audi ha inaugurato una nuova fabbrica di sviluppo dei motori in Ungheria. Anche il gruppo spagnolo Segura, fornitore di grandi case automobilistiche tedesche, circa un anno e mezzo fa ha inaugurato un nuovo impianto in Ungheria. E il mercato reagisce di conseguenza. Ad aprile le case vendute in Ungheria sono state oltre dodicimila, con un aumento del 59% rispetto allo stesso mese di un anno fa. Ma il trend è in continua salita dal marzo 2014.

E non finisce qui. Il caso ungherese inizia a fare scuola. Infatti, le recenti elezioni per la carica di Presidente della Repubblica in Polonia hanno portato al ballottaggio Komorowski, attuale capo di Stato in carica dal 2007, filo europeista e membro di spicco del Piattaforma dei Cittadini, e Andrzej Duda, candidato del partito nazionalista ed euroscettico Diritto e Giustizia (PiS), sommessamente appoggiato anche dalla Chiesa.

Secondo gli exit poll, Duda ha ottenuto il 34,8% dei consensi, mentre l'attuale presidente Komorowski ha ottenuto il 32,3%; ma l'ago della bilancia viene spostato dal terzo posto che è andato al cantante rock e nazionalista Kukiz, con il 20,3%. Tali voti probabilmente andranno a Duda, nel ballottaggio che si disputerà il 24 maggio.

Ma il fatto importante è che Duda, nella sua campagna elettorale, si è richiamato esplicitamente a Orban e alle politiche economiche ungheresi, con particolare riferimento al controllo del governo ungherese sulla propria banca centrale. "Porteremo Budapest a Varsavia", è stato il motto del partito PiS.

L'Ungheria inizia a essere un esempio riconosciuto positivo e seguito in Europa. Le politiche economiche e monetarie di questa Unione europea sono sbagliate e non hanno funzionato. Anche in Grecia lo sanno e stanno provando a cambiare qualcosa. Ma la differenza principale tra Ungheria, Polonia e Grecia è che quest'ultima è rimasta incastrata con l'euro e non ha una propria moneta con la quale poter sostenere la propria economia e la popolazione in gravi difficoltà.

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COMMENTI
18/05/2015 - non è chiaro (Claudio Baleani)

Dando per scontato che la chiusura dei supermercati di domenica non è una linea economica, non ho capito perché la politica della BCE di immettere liquidità sarebbe fallimentare. Dice il commentatore che causerebbe instabilità nei mercati. Forse questa instabilità è dovuta al caso Grecia che non si sa se può essere risolto? Forse è dovuta al fatto che il costo del debito pubblico basso non significa che il debito è sparito? Ma pensate se la BCE non avesse fatto quella politica del QE. Pensate che dopo la sentenza sulle pensioni della Corte Costituzionale staremmo abbastanza tranquilli? Un conto è non stravedere per il mercato e un conto è essere cechi.