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SPILLO/ Così l'Ungheria mostra il "fallimento" di Draghi (e dell'euro)

L'andamento del mercato obbligazionario sovrano, secondo GIOVANNI PASSALI, mostra i limiti della politica della Bce. Meglio allora guardare a quel che fa l'Ungheria

Viktor Orban (Infophoto) Viktor Orban (Infophoto)

Il piano di liquidità della Bce di Draghi, annunciato con grande enfasi a fine gennaio e iniziato a marzo, un piano che prevede l'utilizzo di 60 miliardi di euro al mese da dedicare all'acquisto di titoli di Stato, inizia ad avere i suoi primi effetti. Ma non sono quelli sperati.

Quel che si è visto negli ultimi giorni, con i prezzi delle obbligazioni schizzati alle stelle, ha iniziato a spaventare investitori e commentatori. Così ha commentato uno dei più importanti investitori italiani: "Il mercato è così intasato, che al primo stormir di fronda parte una tempesta. Ma in realtà non è successo nulla di particolare per giustificare oscillazioni così violente". Ecco cosa ha prodotto il bazooka di Draghi: il mercato si è intasato. E pure si continuano a moltiplicare le domande, allo stesso Draghi, sulla possibilità che non vi siano 60 miliardi di titoli di Stato da acquistare al mese. Draghi, come al solito, ha decisamente smentito questa eventualità. 

Ora qui non voglio fare le pulci sulla considerazione se il fatto sia vero o no. Il problema è il valore della smentita. Bisogna considerare che il piano di liquidità della Bce (60 miliardi al mese per 18 mesi o più) è stato pensato e attuato per incidere sul mercato, per cambiare una situazione, per incidere sui prezzi e sulla disponibilità. Se ora Draghi ci dice che non sta incidendo (ma sarà vero? sembra di no), la vera domanda da porgli è: ma allora se non incide, a che serve?

Invece ha inciso, eccome. Ovviamente ha inciso, se non altro in termini di aspettative. Così ha commentato Morya Longo su Il Sole 24 Ore: "Quanto sta accadendo oggi deriva dalla struttura stessa del mercato finanziario: un mercato troppo grande ma poco liquido, troppo automatizzato e composto da troppi investitori che - come grandi pecoroni - si muovono tutti insieme. Fino a poche settimane fa tutti speculavano in massa scommettendo sul ribasso dei rendimenti e sul rialzo dei prezzi dei titoli di Stato europei".

Questo è quello che in termini matematici si chiama frattale. Si intende frattale ogni elemento o situazione che comporta una scelta precisa o un elemento preciso (sì o no, bianco o nero, acceso o spento), cioè una mancanza di gradualità. Questo tipo di elemento provoca situazioni in qualche modo estreme, che non sono facilmente prevedibili. Ma una cosa è prevedibile: il fatto di ritrovarsi in situazioni estreme e imprevedibili. E questo è proprio quanto sta accadendo ai mercati finanziari, sempre più soggetti a un'imprevedibilità favorita dalla politica monetaria folle della Bce.

Infatti, la Bce con quei 60 miliardi al mese acquista ovviamente titoli di Stato della massima affidabilità. Ma tali titoli non sono infiniti, quindi si avrà sul mercato una minore disponibilità di tali titoli. Come conseguenza, gli investitori e soprattutto le banche saranno costrette a orientare i loro investimenti su altri asset con rendimenti maggiori, ma anche con rischi maggiori. Il risultato finale sarà quindi che i bilanci delle banche avranno un rating peggiorato dalla presenza di asset con maggiori rischi.

Quindi i casi alla fine sono due: o il piano di liquidità della Bce non avrà effetti perché non incisivo; oppure incide realmente sul mercato rendendolo più rischioso e provocando un peggioramento del rating dei bilanci delle banche.


COMMENTI
18/05/2015 - non è chiaro (Claudio Baleani)

Dando per scontato che la chiusura dei supermercati di domenica non è una linea economica, non ho capito perché la politica della BCE di immettere liquidità sarebbe fallimentare. Dice il commentatore che causerebbe instabilità nei mercati. Forse questa instabilità è dovuta al caso Grecia che non si sa se può essere risolto? Forse è dovuta al fatto che il costo del debito pubblico basso non significa che il debito è sparito? Ma pensate se la BCE non avesse fatto quella politica del QE. Pensate che dopo la sentenza sulle pensioni della Corte Costituzionale staremmo abbastanza tranquilli? Un conto è non stravedere per il mercato e un conto è essere cechi.