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Economia e Finanza

500 EURO AI PENSIONATI/ Ecco il "buco" che mette già in crisi il bonus Poletti

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

La promessa di restituire 500 euro a 3,7 milioni di pensionati si propone di applicare una nuova regola che per il momento non c’è. Un pensionato però vorrebbe giustamente sapere a quanto ammonta il suo assegno. Dopo di che il governo potrebbe inserire una nuova regola, ma riconoscere di non avere i soldi necessari per pagare la differenza. Un conto è la competenza, cioè il calcolo corretto della somma da pagare, un altro è il suo pagamento che può anche essere differito.

 

Renzi ha rovesciato l’ordine che andava seguito?

Prima dovrebbe venire la regola, poi la quantificazione del dovuto ai pensionati e quindi la specificazione del tempo in cui quel dovuto sarà erogato. Il problema però è che Renzi è partito dal fondo. Un pensionato potrebbe dire a Renzi: “Gli arretrati me li puoi dare quando vuoi, ma il mese prossimo voglio ricevere una pensione coerente con la nuova regola”. Ma quale sia questa nuova regola non si sa. E non si capisce neanche se sia un anticipo così uno va a farsi le vacanze, se saranno restituite altre somme o se con questi 500 euro Renzi si propone di chiudere la partita.

 

Ora i pensionati potrebbero fare un nuovo ricorso e finire ancora davanti alla Consulta?

Il rischio c’è, soprattutto se non è chiarita la nuova regola con cui sarà calcolata l’indicizzazione. Se le pensioni attuali restano invariate, Renzi non sta rispettando la sentenza della Corte. Il fatto che la deindicizzazione fosse incostituzionale significa che in qualche modo quelle pensioni devono ritornare a essere indicizzate. Per indicizzarle serve una regola, e se non si esprime nessuna regola nuova resta in vigore quella che precedeva l’intervento di Monti. Nel momento in cui il provvedimento del governo non è scritto bene, presta il fianco a nuovi ricorsi. L’approccio deve essere innanzitutto giuridico, dopo di che l’aspetto economico è una conseguenza.

 

Intanto Renzi dove troverà i 2 miliardi di euro che gli servono per dare 500 euro ai pensionati?

Si utilizzerà in primo luogo il tesoretto da 1,6 miliardi. Restano da trovare altri 400 milioni, ma come diceva Bruno Visentini, ex ministro negli anni ’70 e ‘80, un buon ministro delle Finanze ha sempre 100 miliardi di lire che può destinare discrezionalmente a un obiettivo piuttosto che a un altro nel caso in cui ci sia un’esigenza. Resta il fatto che il tesoretto, che inizialmente avrebbe dovuto essere utilizzato per i più poveri, andrà al 20% delle pensioni più alte. Di fatto quindi l’incostituzionalità dichiarata dalla Corte produce una redistribuzione al contrario.

 

(Pietro Vernizzi)

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