BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Dal Giappone alla Grecia, i "trucchi" che tengono in bolla i mercati

Pubblicazione:sabato 2 maggio 2015

Infophoto Infophoto

Guardate il primo grafico a fondo pagina: il Giappone, nella fattispecie la Bank of Japan, giovedì ha salvato un'altra volta i mercati mondiali dal caos? Già, perché improvvisamente, senza alcun evento catalizzatore che lo giustificasse, qualcuno sul mercato ha deciso di vendere yen, comprare euro e dollari e contemporaneamente acquistare con il badile equities Usa e debito periferico europeo, evitando quella che eufemisticamente potremmo chiamare una brutta giornata per queste asset classes e per gli indici. 

Se così fosse, non ci sarebbe da stupirsi. È già accaduto, la Bank of Japan è intervenuta 143 volte in meno di un anno comprando Etf quando il Nikkei partiva in rosso, quindi il fatto che ora stia operando offshore appare la logica conseguenza del Qe infinito e di questo mercato manipolato e contagiato come non mai. È tutto un do ut des, la prossima volta che il Nikkei avrà bisogno di una spinta in più, la Fed o magari Citadel (il fondo più esposto alla leva al mondo che però ha assunto come advisor Ben Bernanke) compreranno futures sull'indice nipponico, il quale mercoledì è letteralmente crollato di oltre il 2,5%, il peggior calo da tre mesi a questa parte dopo una serie di dati macro da paura di cui abbiamo parlato giovedì. 

Come i proverbiali ubriachi che camminano abbracciati per bilanciarsi e non andare per terra, le Banche centrali salvano a turno i mercati da ciò che ormai è nei fatti: una correzione. Guardate il secondo grafico, ci mostra quello che dovrebbe essere un dato macro statunitense finalmente positivo. Le richieste di disoccupazione iniziale, infatti, nelle ultime due settimane erano rimaste deludenti, ma sotto la soglia psicologica di 300mila unità, mentre l'ultima lettura ha parlato del livello più basso da quindici anni a questa parte, 262mila unità contro le 290mila attese dagli analisti. 

Bene, si festeggia? Non tanto, almeno per chi analizza trend e pattern macro. Le richieste iniziali di disoccupazione, infatti, hanno conosciuto un livello minore una volta sola, la settimana del 14 aprile 2000, quella che si disvelò poi essere il top della bolla dot.com. E guardate ora il terzo grafico, visto che parliamo di mercati. Ci mostra la performance di Apple in Borsa dopo la presentazione dei conti trimestrali da record, un calo di circa il 5%. Perché mai, avendo portato a casa risultati stratosferici di vendite, soprattutto grazie all'iPhone in Cina? Guardate il quarto grafico e lo capirete subito, ci mostra la quantità di liquidità offshore dell'azienda fondata da Steve Jobs, qualcosa come 171 miliardi di dollari. E qual è la criticità legata a questo, al di là dell'aspetto morale verso i contribuenti Usa? Che ora la Commissione europea potrebbe costringere l'Irlanda a richiedere all'azienda Usa il corrispettivo di circa una decade di vantaggi fiscali ottenuti attraverso un accordo che in base alle regole anti-trust Ue si configura come "vantaggio selettivo". 

 

 

 

 


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
02/05/2015 - Ulteriore ambiguita (marco pezzi)

Non ho idea se Lei legga i miei commenti, in ogni caso nei fine settimana ho del tempo libero da dedicare alla lettura, forzata, dei Suoi articoli. Forzata perchè come al solito sono un guazzabuglio di dati e tabelle per avvalorare la Sua tesi, forse giustificata ma ormai convertita in ossessione, sulla fine del mondo. Fine del mondo che stiamo sicuri avverra ma non certo come Lei si aspetta. Ultimamente noto anche delle imprecisioni, forse dettate dalla fretta per l'ennesimo, eterno, articolo sulla bolla finanziaria attuale. La citazione sul p/e di huawei é copiata da un noto blog italiano famoso negli ultimi anni per prevedere catastrofi economiche e sciagure finanziarie (mai avvenute). Inutile ricordare in questo contesto che il p/e del settore tecnologia non ha niente a che vedere con la valutazione in se della solidita aziendale ne sulla sostenibilita delle Sue finanze. In analisi fondamentale lo sappiamo molto bene. L'indice della borsa di Atene non é l'ibex (che rappresenta la Spagna) come Lei ha riportato bensi l'athex, ma in fondo immagino avrà da criticare e additare come Savonarola anche la penisola ibérica quindi soprassediamo giusto? In trepidante attesa del Suo prossimo articolo. Saluti