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BONUS PENSIONI/ Forte: così Renzi "castiga" chi non vota per lui

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Con il bonus da 500 euro si lancia il messaggio che il sistema previdenziale basato sul principio contributivo non è detto che sarà rispettato. Può darsi che l’intero impianto non regga e che quindi si decida poi di adottare un sistema di minimo pensionistico, mentre chi versa molto in termini di contributi non dovrà aspettarsi qualcosa dall’operatore pubblico bensì soltanto dal mercato.

 

E quindi?

L’idea è che i ricchi debbano rivolgersi al mercato, mentre l’economia pubblica si basi soltanto sulla redistribuzione. È un modello cinico nel quale sparisce il ceto medio, e ciò che rimane è una massa popolare che riceve un reddito garantito. La piccola proprietà è così sostituita dalla tecnocrazia. È una concezione diametralmente opposta a quella in base a cui bisogna coniugare il merito con il bisogno, garantendo il minimo a tutti e il di più solo a chi se lo merita. Va tenuto conto del fatto che non ci sono solo i ricchi e i poveri, ma anche un onesto ceto medio.

 

Per Cottarelli bisogna legare tutte le pensioni al sistema contributivo. Che fine fanno i diritti acquisiti?

Cottarelli ha pienamente ragione. Quello che oggi è chiamato sistema retributivo in realtà non è nato come tale, perché l’idea era quella di creare un sistema che fosse in equilibrio. Il problema è che per la demagogia di Cgil e Pci si sono iniziate a inventare delle anzianità convenzionali.

 

In che modo?

Per esempio, si sono inclusi gli anni di maternità e di servizio militare, che però non aggiungono contributi, e si sono inventate le anzianità convenzionali, come la sede disagiata che vale due anni di anzianità. Poi si è ridotto il numero di anni sul quale si deve calcolare la pensione, e questo è diventato un trucco ignobile, perché si è fatto in modo che il numero di anni diventasse tre, ma in realtà erano due e mezzo. Quando si parla di diritti acquisiti bisognerebbe tenere conto del fatto che ciascun diritto va acquisito in modo legittimo o si va contro il principio della giustizia retributiva.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
20/05/2015 - Ma può ridursi ad un calcolo politico? (umberto persegati)

Ritengo meschino il pensiero che dietro il bonus ci sia un calcolo politico. Soltanto l'intervistato può affermare che fra gli esclusi siano tutti o in maggioranza quelli che non votano per il governo in carica. Da un economista ci si poteva attendere una riflessione ben più ponderata! Il nodo non è il bonus ma la ripresa dell'indicizzazione, secondo la regola precedente all'entrata in vigore della norma dichiarata incostituzionale.

 
20/05/2015 - Tanto io non sono ancora pensionabile. (claudia mazzola)

Tutte queste promesse sul bonus? Ci sono le elezioni, poi passate qualche veloce emendamento blocca tutto!