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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ I numeri del "doppio fallimento" di Tsipras

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Nel mese di marzo di quest'anno le vendite nei supermercati sono scese del 5,2% rispetto al 2014. Ogni giorno che passa chiudono 59 aziende per circa 600 posti di lavoro persi. Sono impietosi i numeri diffusi dalla Confederazione delle piccole e medie imprese elleniche e dei commercianti, secondo cui anche l'arrivo di nuova liquidità, da solo, non potrà rilanciare un mercato congelato. Una situazione che, al netto di futuri accordi, se mai ce ne fosse stato bisogno, certifica un fallimento già verificatosi ad Atene. 

Sempre secondo la Confederazione, solo per riavviare il mercato servirebbero almeno 25 miliardi. A fine 2014 il fatturato del commercio al dettaglio segnava un -26,2% rispetto a cinque anni prima, quello delle vendite all'ingrosso -37,1%, mentre le automobili sono crollate a -61,9%. L'incertezza non è una buona terapia per un mercato in attesa di eventi. Nella società inizia a farsi strada l'indifferenza, anzi il fastidio che tutti ruoti attorno alle discussioni sull'accordo, sulla rottura e sul referendum. È un Paese sospeso. 

L'ultimo sondaggio, svolto per conto del canale tv Skai dall'Università di Macedonia di Salonicco, fotografa un cambiamento negli umori. Nell'istantanea di oggi, il 41% degli intervistati ritiene che la strategia del governo nelle trattative è sbagliata (a febbraio era del 22,5%), mentre è giusta per il 35% (a febbraio era del 72%). Inoltre, il 61% ha risposto che il governo dovrebbe limare le sue promesse elettorali data la situazione di stallo nelle trattative. Il 35% sottolinea che il governo deve mantenere fede alle promesse. Divisi invece in tre i cittadini sull'ipotesi che l'accordo non sia compatibile con il programma di Syriza: il 30% pensa che sia il Parlamento a doversi esprimere; il 28% vorrebbe il referendum; il 27% preferirebbe un governo di "unità nazionale".

Ma la sinistra-sinistra non demorde. Secondo l'economista e deputato Syriza Costas Lapavitsas, è giunto il momento delle decisioni importanti. E se il Paese ritorna alla moneta nazionale, la ripresa arriverà nel giro di pochi mesi, ribadendo che il "popolo" è pronto al ritorno alla dracma. Si presume che il suo sarà un voto contrario alla firma dell'accordo. E con lui altri deputati che perseguono la linea della rottura. Per questa ragione, Tsipras ha convocato, ieri pomeriggio, la Presidenza del suo gruppo parlamentare per saggiarne gli umori. Ha chiaramente evocato il ricorso alle urne nel caso in cui la sua maggioranza non voti compatta i termini dell'accordo. 

Sarebbe una sconfitta se, infatti, l'accordo venisse approvato grazie ai voti dell'opposizione e bocciato da alcuni dei suoi deputati. Le ipotetiche elezioni sarebbero un "referendum" sull'azione del governo e di Tsipras in particolare. Tuttavia nuove elezioni prevedono fondi pubblici, una campagna elettorale, ma soprattutto una sfrenata corsa alla speculazione. A meno che i compagni non decidano una ritirata che non sarà certamente onorevole per loro perché perderanno la faccia di fronte all'opinione pubblica e ci saranno buone ragioni per parlare della "sinistra del niente" (copyright di un ministro). Oggi è la volta della segreteria politica di Syriza.

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COMMENTI
20/05/2015 - Grecia:triplo fallimento (Pietro Sita)

Il fallimento della Grecia è in verità triplo. I primi 2 fallimenti sono della vecchia classe politica, il terzo quello attuale è di Samaras, individuo espressione delle elite finanziarie anglo americane (Goldman Sachs in primis). Il popolo non deve pagare i debiti contratti da politici incompetenti. Dare la colpa a Tsipras del fallimento è ridicolo. Tsipras è il capro espiatorio di una moneta (L'euro) ed una politica europea (si fa per dire) demenziale. Si vuole, a parole, evitare il fallimento della Grecia per evitare di sancire il fallimento della moneta e dell'europa. Questo fallimento è da attribuire alla elite finanziaria che ha costruito una politica monetaria basata sulla moneta fiat, cioè basata sul nulla! Quando i cittadini si renderanno conto di questo ne vedremo delle belle, altro che black block! Buona fortuna agli allocchi che cerdono ancora all'europa!!