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SCENARIO/ Sapelli: le mosse dei "padroni del vapore" per lasciarci in crisi

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E anche se Bernanke si ostina a dire che questa tesi è contraria alla stagnazione secolare di Lawrence Summers io penso che vadano tutte e due bene a braccetto, perché quello che conta oggi, ahimè, è che producendo denaro, immenso denaro con un sacco di gambling e di tecnicalità assurde, i padroni del vapore del mondo, che non sono più gli azionisti, poveretti, ma i top manager stockoptionisti hanno trovato il modo di arricchire se stessi, affondando la nave che guidano, lasciandola all'ultimo momento salpando su eleganti elicotteri firmati da architetti di grido. 

In sostanza oggi c'è meno capitale fisso di trent' anni fa. E tutte le diavolerie on-line e high-tech a cominciare dall'intelligenza artificiale di robot, non solo generano bassissimi aumenti di produttività nel lavoro, ma restringono e non allargano la base produttiva con conseguenze catastrofiche sull'occupazione di tutte le classi sociali, dalle medio-alte alle più povere. 

Dinanzi a questa catastrofe, un pugno di popoli che contano qualche milione di anime si legano al carro di Tespi tedesco immenso e potente, e si fanno venire l'acquolina in bocca perché vogliono dare una lezione alla Grecia, che ha un debito pubblico infinitesimale rispetto alle stock options della cuspide dell'oligopolio finanziario che domina il mondo. Ci vorrebbe il genio, la penna, la bacchetta, le note di Wagner per descrivere l'immane tragedia. "La caduta degli Dei" wagneriana (Götterdämmerung) insegna che chi canta la gloria, con le Norne, muore.

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COMMENTI
20/05/2015 - l'impero evanescente (Claudio Baleani)

Leggendo l'articolo non si può restare come prima. Una specie di nodo alla gola e una previsione fatale ti prendono per poi sbatterti sul muro della tua impotenza. Eh già; non si vede quale sarebbe la via d'uscita e l'articolo non ci prova nemmeno a dirla. A fine corsa di questo intellettuale percorso viene da chiedersi: ma se le cose vanno così incontrollate e così male, forse l'idea che c'eravamo fatti che attraverso la politica, la civiltà, il pensiero e, perché no, attraverso l'americanismo, era infondata. Eppure anche nell'articolo si continua ad avercela con loro, le grandi banche, i grandi speculatori, gli americani, anche se a ben vedere questo potere immenso non sembra che ce l'abbiano mai davvero avuto; grande si, ma non così grande. Si poteva prevedere che la Cina, un posto dove si moriva di fame, si sarebbe arrivati a competere con gli USA? Si poteva prevedere che i tedeschi dimenticassero le loro responsabilità così in fretta? Si, questo si. L'hanno fatto sempre. Ma prima, nei secoli passati, che cosa succedeva? E' mai successa una situazione come oggi? Non credo. E' successo invece spesso che una civiltà che si immaginava all'apice e invincibile in realtà stava per crollare da lì a qualche anno. E' successo anche il contrario: situazioni che sembravano tragiche risolversi in inaspettati successi. Il punto di vista è essenziale per le previsioni. Sapelli si sente cittadino dell'impero onnipotente ed è un po' deluso e la vede nera.