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Economia e Finanza

SCENARIO/ Sapelli: le mosse dei "padroni del vapore" per lasciarci in crisi

La politica delle banche centrali sta mostrando i suoi limiti e anche come la moneta da sola non possa risolvere la crisi che ancora attanaglia l'economia. L'analisi di GIULIO SAPELLI

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Se ci si china un attimo ad ascoltare il brontolio che sale dal sottosuolo del mondo non si può che rimanere sconcertati. È un brontolio atonale, neppure dodecafonico, dove tutto si incrocia e tutto nel contempo si nega e dove orientarsi è assai difficile. Per orientarsi basta un fiume, un monte, un riferimento geografico qualsiasi con cui si possano incrociare il Nord e Sud, l'Est e l'Ovest di una bussola. Tutto questo manca oggi. Le montagne crollano, i fumi esondano, le nuvole coprono le stelle, sicché non si sa più dove sia il Nord, il Sud, l'Est e l'Ovest.

È vero, partiamo convinti che c'è disordine. Abbiamo ripetuto più volte che le Banche centrali sono divise e che la Bce e la Fed producono politiche monetarie diverse. Ma se questa politica monetaria dell'ordoliberalismus che taglia le spese e aumenta le tasse spiega la deflazione europea, non spiega il crollo politico dell'Europa medesima che sta avvenendo sia sul fronte greco che su quello britannico: politiche diverse con effetti convergenti verso l'instabilità delle tecnostrutture europee. Guardiamo agli Stati Uniti. Checché ne dicano i repubblicani, la riforma sanitaria e l'elicopter money, uniti all'investimento pubblico nell'industria automobilistica, in quella militare, nella ricerca universitaria, hanno prodotto effetti sorprendenti nell'occupazione e nella ricostruzione della domanda effettiva. Ma a tutto questo non corrisponde nessuna grandezza in politica estera: in Israele non si riesce a domare la destra; del mondo saudita non si sa riconquistare la fiducia a causa dell'improvviso sbilanciamento verso il mondo sciita e la cooptazione dell'Iran come potenza stabilizzante nel lungo periodo anche a costo di tormentati massacri a breve; e la Cina non la si riesce proprio a fermare, nel suo conquistare con isole artificiali, ponti per finti pescatori che nascondono pozzi petroliferi, il suo costruirsi una base armata nel Mar Cinese del Sud in barba a tutti i trattati contro Filippine, Indonesia, Brunei, Vietnam, Taiwan, Malesia e naturalmente Giappone. 

Se guardiamo al Giappone poi comprendiamo che la moneta che molti pensano sia tutto in verità è un bel niente se non ci sono gli investimenti pubblici e privati: di fatto non ci si muove dalla stagnazione, così come non ci si muove dal credo scintoista che impedisce di riallacciare rapporti con la Corea e con la Cina. Se guardiamo poi all'America Latina c'è da rimanere sbalorditi. Seppellito finalmente il Washington Consensus con il suo liberismo, la sua miseria, la sua povertà, le sue guerriglie, tutto è più difficile a partire dal Brasile, dove il tesoriere di Lula è messo agli arresti e la Petrobras è presa all'assalto da magistrati eterodiretti. Il tutto mentre il Saving Glut celebra i suoi fasti. Ossia c' è troppo risparmio nel mondo e pochissimi investimenti. 


COMMENTI
20/05/2015 - l'impero evanescente (Claudio Baleani)

Leggendo l'articolo non si può restare come prima. Una specie di nodo alla gola e una previsione fatale ti prendono per poi sbatterti sul muro della tua impotenza. Eh già; non si vede quale sarebbe la via d'uscita e l'articolo non ci prova nemmeno a dirla. A fine corsa di questo intellettuale percorso viene da chiedersi: ma se le cose vanno così incontrollate e così male, forse l'idea che c'eravamo fatti che attraverso la politica, la civiltà, il pensiero e, perché no, attraverso l'americanismo, era infondata. Eppure anche nell'articolo si continua ad avercela con loro, le grandi banche, i grandi speculatori, gli americani, anche se a ben vedere questo potere immenso non sembra che ce l'abbiano mai davvero avuto; grande si, ma non così grande. Si poteva prevedere che la Cina, un posto dove si moriva di fame, si sarebbe arrivati a competere con gli USA? Si poteva prevedere che i tedeschi dimenticassero le loro responsabilità così in fretta? Si, questo si. L'hanno fatto sempre. Ma prima, nei secoli passati, che cosa succedeva? E' mai successa una situazione come oggi? Non credo. E' successo invece spesso che una civiltà che si immaginava all'apice e invincibile in realtà stava per crollare da lì a qualche anno. E' successo anche il contrario: situazioni che sembravano tragiche risolversi in inaspettati successi. Il punto di vista è essenziale per le previsioni. Sapelli si sente cittadino dell'impero onnipotente ed è un po' deluso e la vede nera.