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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ La "favola di Esopo" che spiega la crisi di Atene

L'Eurogruppo affronta nuovamente la questione greca e da Atene arrivano dei numeri sui debiti da ripagare che sono preoccupanti. Ce ne parla SERGIO COGGIOLA

Yanis Varoufakis (Infophoto)Yanis Varoufakis (Infophoto)

A Riga Tsipras verrà messo in riga? No, restano ancora margini per discutere. Nel corso del vertice, è previsto un incontro sia con Frau Merkel, sia con il presidente francese Hollande, e anche con Juncker. Occasioni per il primo ministro ellenico per ribadire la sua posizione circa una "soluzione politica" nelle trattative, ovviamente senza che gli si chieda il superamento della "linea rossa" e che il Brussels Group arrivi a una conclusione nella valutazione delle proposte elleniche. 

Il primo ministro è obbligato a raggiungere un accordo, ma allo stesso tempo la sua "opposizione" reclama un atteggiamento più rigido. Sarà lui a decidere, sbattendo i pugni sul tavolo attorno cui siedono i suoi "compagni"? "Compagni" che poi non hanno nemmeno il senso politico del silenzio dovuto al momento più critico in cui sta vivendo il Paese. Ieri circolava l'ipotesi, secondo il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, di un prolungamento del programma di salvataggio fino a settembre, in cambio di misure dell'ordine di 5 miliardi e di un aiuto finanziario di 4. 

Comunque il clima non è poi così favorevole ad Alexis Tsipras. Numerose dichiarazioni di alcuni suoi ministri hanno irritato, e di parecchio, i partner europei. Ultima, ma prima in ordine di importanza, quella del ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, il quale al New York Times ha dichiarato di aver registrato la discussione avvenuta durante la riunione dell'Eurogruppo di Riga - per focalizzare: venne accusato di essere un "perditempo" e un "dilettante". Ovviamente è arrivata la sua smentita: sono "favole". 

Ieri, un giornalista gli ha chiesto se un ministro spaventato può trasmettere fiducia alla società. La risposta: "Un ministro di un Paese che si trova a dover affrontare una così difficile trattativa è obbligato a provare paura, altrimenti sarebbe pericoloso. Abbiamo paura, ma non siamo spaventati". Altro motivo di irritazione degli europei è l'elenco delle persone che dovrebbero testimoniare davanti alla Commissione per il Memorandum. La lista è lunga (250 "testimoni" e sono compresi nomi altisonanti, vale a dire gli ex ed attuali protagonisti delle trattative tra Grecia e debitori). La Signora Lagarde e altri verranno ospitati a spese del Parlamento, si legge nell'invito a presentarsi. Ovviamente la Commissione vuole anche sentire Wolfgang Schaeuble, il quale ieri è stato perentorio: "Non posso escludere un default della Grecia". "La decisione democratica e sovrana della gente greca - ha proseguito - ci ha messo in una situazione molto diversa da allora". 

Comunque, smentita dopo smentita, ormai si vive in una atmosfera che ricorda la favola di Esopo: dopo tante dichiarazioni seguite da smentite, ormai molti ministri hanno perso la loro credibilità. Pochi ormai si azzardano a fare previsioni, tutti aspettano il finale e il "nero su bianco". Secondo Varoufakis, il finale dovrebbe avvenire entro il 7 giugno.