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SPY FINANZA/ Batosta in arrivo per l'Italia (grazie agli errori dell'Europa)

Pubblicazione:venerdì 22 maggio 2015

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Una soluzione del genere è dura da digerire per la cultura tedesca, ove il vocabolo per indicare il debito è lo stesso che si usa per definire la colpa. Ma l'alternativa, come si vede in questi giorni, è di protrarre all'infinito una finzione scandita da interminabili e defatiganti negoziati che nascondono una realtà elementare: la Grecia non riuscirà mai a restituire i 325 miliardi che deve. L'unica soluzione razionale consiste nel tagliare una parte della zavorra che grava sul futuro di Atene in cambio di comportamenti credibili. Altrimenti , prima o poi, la corda si spezzerà. 

Oppure si proseguirà, finché è possibile, con soluzioni un po' ridicole e costose. Tipo prestare soldi sottobanco ad Atene perché restituisca i vecchi debiti sostituendoli con altri nuovi. A somma zero? No, peggio, perché nel frattempo la congiuntura economica peggiorerà anche perché, sul piano culturale, il Paese si arroccherà su posizioni sempre più difensive, ostili alla libera impresa e alla creazione di impieghi profittevoli. 

È troppo sperare che il vertice di Riga aiuti a spezzare il circolo vizioso tra debitori pronti al "tanto peggio tanto meglio" e creditori che preferiscono pagare a fondo perduto pur di mantenere in vita una finzione insostenibile? Forse sì, ma non è inutile sperare, visto che l'opinione pubblica greca sembra decisa a difendere la partecipazione ellenica all'euro. Certo, è necessario che i cittadini greci si convincano che per partecipare a un'unione monetaria che passa per Berlino o Helsinki anche loro (come noi italiani) dovranno imparare a comportarsi un po' come i tedeschi o i finlandesi. Ma l'Europa, che ha avuto il grave torto di ammettere Atene nell'eurozona grazie a trucchi contabili confidando in ricchi profitti derivanti dagli investimenti in Grecia (basti pensare ai finanziamenti per l'Olimpiade) deve collaborare a dare una prospettiva a un popolo stremato. 

La quadratura del cerchio? Cancellare una parte del debito greco e così consentire al Paese di dedicare le risorse frutto dei sacrifici (che ci saranno ancora) solo al proprio sviluppo. Certo, nel prossimo futuro i rubinetti del credito internazionale dovrebbero restare chiusi. Atene se la dovrebbe cavare con le proprie forze o con le privatizzazioni. Ma, in cambio, il Paese riconquisterà la sovranità democratica che ha perso in questi anni. 

L'Europa ci rimetterà quattrini che esistono solo sulla carta, ma garantirà ad Atene la presenza in una comunità ampia, in grado di assicurare libertà economica (e non solo) in cui avrà comunque un ruolo anche il partner ellenico. Guai se la Comunità lascerà per strada il socio debole. In quel caso altri problemi, per la verità più complessi e difficili (l'immigrazione dal Sud del mondo, i rapporti con Mosca e il centro Asia) avranno un impatto devastante su una comunità di coccio.



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COMMENTI
22/05/2015 - Interrogativo su paventato default Italia nel 201 (Michele Tamburri)

Se la Consorteria Burocratica UE ( e FMI) ha sin qui malamente gestito l' Affaire Grecia ( ovviamente a partire dall' ingresso nell' Euro, il che doveva essere attentamente valutato e se del caso negato), cercando ora di protrarne una artificiale esistenza per scongiurare smottamenti sui mercati, mi sorge spontanea una DOMANDA. Ma L' ITALIA ( che riflette una DIMENSIONE ASSAI PIU' RILEVANTE dello Stato Ellenico sia come Debito che come Patrimonio pubblico + privato ) - nel 2011 -era proprio in una situazione di così IMMINENTE DEFAULT, tale da essere paventato il rischio di blocco all' accesso del mercato dei capitali con conseguente mancato pagamento delle pensioni ? Il tutto si è poi risolto con la rigida "cura" Monti / Fornero. Ciò, senza che gli stessi mercati ( al di là delle oscillazioni dello spread , fenomeno dipendente per lo più da dinamiche essenzialmente monetarie ) avessero avvertito particolari tremori di Haircut sui crediti. A distanza di quasi 4 anni, la situazione Italiana è tutt' altro che migliorata : debito ben maggiore, disoccupazione record, crescita indefinibile. Le Previsioni sono comunque Ottimistiche e questo può essere un fatto positivo. Tuttavia, ora l' ALLARME è ovviamente la GRECIA per le possibili PROPAGAZIONI FINANZIARIE e POLITICHE. E PRIMA INVECE ? L'ITALIA poteva fallire tranquillamente per tutti?.