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SPY FINANZA/ Batosta in arrivo per l'Italia (grazie agli errori dell'Europa)

Pubblicazione:venerdì 22 maggio 2015

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Sulla carta il vertice europeo di Riga sarà dedicato al rapporto con i Paesi dell'Est. Ma l'agenda sarà complicata dall'emergenza della Grecia, ormai a un passo dal collasso. I numeri sono noti: Atene ha già dichiarato che, salvo l'arrivo di aiuti dall'Europa e dal Fondo monetario internzionale, il 5 giugno non sarà in grado di restituire la rata di debito dovuta al Fmi. Se salterà la rata, sarà inevitabile il default della Grecia, che già contende all'Argentina il poco invidiabile titolo di Paese dal collasso finanziario facile. Ma a differenza dei tracolli di Buenos Aires, quello di Atene avrebbe conseguenze politiche e finanziarie destinate a colpire l'intera comunità dell'Eurozona, perché il Paese deve, soprattutto ai partner europei, circa 325 miliardi di euro. L'esposizione verso l'Italia, tra prestiti bilaterali, quote di partecipazione italiane al Fondo salva-Stati e le quote nella Bce (a sua volta impegnata per più di 60 miliardi nei fondi Ela, ormai garantiti solo da titoli di Stato greci di dubbia solidità) e nel Fmi, ammonta a 40 miliardi circa. 

Ma, al di là dei rovesci di natura finanziaria esiste un rischio politico anche maggiore: il Grexit sarebbe una sconfitta cocente per l'architettura finanziaria dell'eurozona. Il sistema si è rivelato, qualunque sia il giudizio sul comportamento di Atene, inefficace a gestire la prima seria crisi sul cammino della moneta unica. Se la Grecia avesse affrontato l'emergenza senza partecipare all'Ue se la sarebbe cavata probabilmente meglio. 

Il Fondo monetario, come fa da più di mezzo secolo, avrebbe anticipato i quattrini necessari per rimettere in carreggiata l'economia, ma avrebbe anche contribuito a metter le premesse per una ripresa credibile. I creditori internazionali sarebbero stati chiamati a un "sacrificio" preliminare, senza eccezioni. Al contrario nell'Eurozona la crisi è stata senz'altro aggravata dalla richiesta dei creditori francesi e tedeschi di rientrare dei propri soldi prima di imporre un haircut ai creditori privati, una scelta che ha avuto pesanti conseguenze sulla credibilità dell'euro. 

Il Fondo, com'è successo in altre occasioni, si sarebbe però anche preoccupato di elaborare, assieme ai responsabili locali, un piano per far ripartire l'economia, fatto di richieste precise ma anche di aperture di credito. La soluzione perseguita dall'Europa, al contrario, ha avuto al centro la preoccupazione di minimizzare a ogni costo l'esborso dei partner. Ne è scaturita una sorta di finzione finanziaria che non ha retto alla prova dei fatti.

Gli sherpa dell'Eurozona, oltre a quelli della Bce e del Fmi, hanno prima calcolato l'ammontare del debito greco, poi si sono messi al computer per calcolare il tasso di crescita necessario per ripagarli. Di qui un calcolo del tutto astratto sui surplus necessari per raggiungere l'obiettivo. Il risultato? La tabella di marcia si è rivelata un libro dei sogni, perché sotto la pressione dell'austerità interna imposta al Paese, la crescita è stata molto inferiore ai desiderata, quando non è stata negativa. Il percorso doveva essere l'opposto: calcolare realisticamente il tasso di crescita del Paese entro una cornice di interventi internazionali, di lì procedere a individuare il livello dei rimborsi che l'economia poteva sostenere. "Tutto quel che puoi restituire - sintetizza Wolfgang Munchau sul Financial Times - lo devi restituire. Il resto no, deve essere dimenticato". 


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COMMENTI
22/05/2015 - Interrogativo su paventato default Italia nel 201 (Michele Tamburri)

Se la Consorteria Burocratica UE ( e FMI) ha sin qui malamente gestito l' Affaire Grecia ( ovviamente a partire dall' ingresso nell' Euro, il che doveva essere attentamente valutato e se del caso negato), cercando ora di protrarne una artificiale esistenza per scongiurare smottamenti sui mercati, mi sorge spontanea una DOMANDA. Ma L' ITALIA ( che riflette una DIMENSIONE ASSAI PIU' RILEVANTE dello Stato Ellenico sia come Debito che come Patrimonio pubblico + privato ) - nel 2011 -era proprio in una situazione di così IMMINENTE DEFAULT, tale da essere paventato il rischio di blocco all' accesso del mercato dei capitali con conseguente mancato pagamento delle pensioni ? Il tutto si è poi risolto con la rigida "cura" Monti / Fornero. Ciò, senza che gli stessi mercati ( al di là delle oscillazioni dello spread , fenomeno dipendente per lo più da dinamiche essenzialmente monetarie ) avessero avvertito particolari tremori di Haircut sui crediti. A distanza di quasi 4 anni, la situazione Italiana è tutt' altro che migliorata : debito ben maggiore, disoccupazione record, crescita indefinibile. Le Previsioni sono comunque Ottimistiche e questo può essere un fatto positivo. Tuttavia, ora l' ALLARME è ovviamente la GRECIA per le possibili PROPAGAZIONI FINANZIARIE e POLITICHE. E PRIMA INVECE ? L'ITALIA poteva fallire tranquillamente per tutti?.