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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il "cortocircuito" dei derivati sul debito italiano

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E allora, come oggi, a seguito delle recenti affermazioni via stampa del Direttore del Dipartimento debito pubblico al Mef - Maria Cannata - emerge, bissata dal Ministro Padoan, la scarsa trasparenza sulla gestione del debito pubblico italiano: non saranno mai resi pubblici i dettagli dei singoli contratti sui derivati conclusi dal Tesoro, in quanto potrebbero favorire la speculazione in danno dell'Italia.

Solo a febbraio, in commissione Finanze alla Camera, la Cannata rassicurava, parlando di configurazione ottimale del portafoglio delle operazioni assoggettate a clausole di risoluzione anticipata (ben nove su tredici delle quali costituite da swaption), ammonendo sui rischi di ristrutturazione (la cui entità sarebbe dovuta essere praticamente considerata alla stregua di un prestito) di quegli strumenti derivati per l'impatto negativo che avrebbe potuto avere sul debito. E invece, a fine aprile, Padoan esordisce dicendo che il suo dicastero provvederà a ristrutturare i contratti sui derivati in essere per adeguarli e renderli quindi meno costosi. Non è dato sapere il motivo di questo repentino cambio di opinione: la democrazia, in Italia, si ferma davanti alle stanze dei bottoni e non è possibile a tutti accedervi, esclusi i salvatori (dei segreti) della patria...

È stato detto che dal 2008 non sono stati più stipulati contratti derivati; una magra consolazione visto che lo sfasamento sui tassi "costa tre miliardi circa l'anno: il 3,5-3,7% del costo complessivo della gestione del debito". Insomma, mi sembra che di fisiologico nelle modalità d'uso dei derivati non ci sia molto: manca la trasparenza ma soprattutto la consapevolezza del contesto in cui vengono gestiti. Da anni veleggiamo nella bonaccia di una crisi di sistema dove le misure straordinarie di Quantitative easing, sia americane che europee, puntano a una ripresa che si fonda su tassi d'interesse praticamente a zero: meno male che se ne sono accorti pure in via XX Settembre...

Siamo in un circolo vizioso che vede gli Stati travolti dalla crisi del debito sovrano, le banche avvinte alla sua sorte, le imprese nell'impossibilità di ottenere credito e liquidità dal sistema bancario, una domanda depressa incapace di alimentare qualsiasi - seppur timido - tentativo di offerta. E non è pensabile poter cogliere la soluzione puntando su un unico aspetto di un problema complessivo derivante, non fosse altro per il tempo che sta richiedendo il suo superamento, da una crisi di sistema.

In questi giorni il Presidente dell'Inps, Tito Boeri, in audizione alla Camera ha richiamato l'attenzione sulla terribile eredità della crisi che ha subito il nostro Paese: l'aumento dell'incidenza della povertà di circa un terzo, con una percentuale delle famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà salita dal 18% al 25% ovvero da 11 a 15 milioni di persone nel giro di sei anni. "Nella storia del nostro Paese - ha sottolineato - non ci sono stati episodi di questo tipo e di questa entità". Sono questi, in prospettiva, i problemi ai quali il governo dell'economia, deve dare risposta. Una risposta che - con continuità non rimarchevole - latita nei governi degli ultimi anni.

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COMMENTI
25/05/2015 - IMPRESCINDIBILE TRASPARENZA su STRUTTURA DERIVATI (Michele Tamburri)

CONDIVIDO pienamente le CONSIDERAZIONI ESPRESSE su un TEMA ASSAI DELICATO ed IMPORTANTE. Si tratta infatti del DEBITO PUBBLICO dello STATO ITALIANO e quindi dei CITTADINI ITALIANI, della GESTIONE TASSI di tale DEBITO, di COME SI E' OPERATO e di COME SI OPERA quanto a STRUMENTI di COPERTURA RISCHI/VARIAZIONE TASSI. Non si può PRESCINDERE da una COMUNICAZIONE TRASPARENTE sui CONTRATTI in ESSERE, soprattutto sulla loro STRUTTURA ed in particolare sulle CLAUSOLE di RESCISSIONE e RISTRUTTURAZIONE e loro RELATIVI ONERI. I DERIVATI, specie quelli che dovrebbero essere i più lineari in quanto diretti a coprire RISCHI di FLUTTUAZIONI / TASSI, sono "FISIOLOGICHE CAUTELE" per il DEBITORE, ma occorre PRECISARE BENE i TERMINI destinati a CARATTERIZZARNE l' ANDAMENTO nel PROSIEGUO oltre a conoscere le MOTIVAZIONI della loro STIPULA, nonché le CONTROPARTI INTERESSATE. NON E' QUESTIONE TALMENTE COMPLESSA da non poter essere ricondotta a SINTESI SIGNIFICATIVA e COMPRENSIBILE. NON DEVE RIMANERE MATERIA ESCLUSIVA di POCHI ALTI TECNICI, MATERIA che peraltro la PIU' PARTE dei POLITICI e degli stessi MEDIA IGNORA o SEMBRA IGNORARE. IN GIOCO, del resto, ci sono MILIARDI e MILIARDI che vanno ad INTERFERIRE CON LE TASCHE dei CITTADINI. La GIUSTIFICAZIONE del RISCHIO / SPECULAZIONE NON CONVINCE più di tanto a fronte invece di un POSSIBILE, IMPROVVISO ed INATTESO ONERE di RILEVO. L' OPACITA' può essere ben PIU' DANNOSA, salvo confondere eventuali RESPONSABILITA'.