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ALITALIA/ I nuovi "nemici" per la compagnia (ex?) italiana

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Sinceramente non so se poi a una compagnia come Alitalia converrà addirittura rimanere nell'alleanza Skyteam dove il colosso Air France-Klm ha un peso preponderante rispetto agli altri vettori presenti: in questo pare delinearsi una guerra commerciale che di certo dipenderà moltissimo dalla dimensione che i nuovi padroni di Alitalia vorranno dare alla compagnia. Perché finché si decide di rimanere a un certo livello e quindi essere un vettore basicamente di lungo raggio ma con una rete non molto differente da quella progettata attualmente, allora non ci saranno problemi di "convivenza" all'interno del Vecchio Continente, ma quando si dovesse assistere a un potenziamento strutturale veramente notevole, ciò, con le risorse cospicue in mano al vettore Etihad e al target che si vuole dare di compagnia "a 5 stelle", unito a quello che sicuramente la nuova dirigenza saprà prendere dallo stile italiano, costituirà non solo una carta vincente, ma creerà diversi problemi di concorrenza che potrebbero portare la nuova Al-Italia ad affrontare situazioni molto simili al progetto del 1998 dettato dall'allora Ad Cempella e mirante, attraverso una intelligentissima alleanza con Klm e all'apertura dell'hub di Malpensa, alla creazione della più grande compagnia aerea europea. 

Quel progetto fallì, lo sappiamo, non solo per le forti resistenze dell'Ue e dei principali vettori europei, per i quali il mercato italiano costituiva la più grossa fonte di entrate dopo quello nazionale, ma anche e sopratutto per la politica italiana che non seppe assolutamente costruire un "Sistema paese" con i risultati che tutt'oggi viviamo. Almeno quest'Alitalia clientelare e schiava delle politiche partitarie di turno, l'Alitalia dei "Lei non sa chi sono io" ce la siamo definitivamente tolta di mezzo. Ed è questo l'unico motivo di felicità in mezzo all'immensa tristezza di quanto il nostro Paese ha perduto.

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COMMENTI
28/05/2015 - Commento (Guido Gazzoli)

mah..non saprei dire dove l'articolo sia confuso..visto che raggiungo le stesse conclusioni di Servi...forse andrebbe letto meglio , mi pare. Per quanto concerne Abu Dhabi ..beh una volta venivano da noi ad imparare e , come giustamente idce Servi oggi recuperiamo..a scuola da loro . Guido Gazzoli

 
26/05/2015 - ALITALIA/ I nuovi "nemici"........... (alberto servi)

Era ora. Con M.Spinetta abbiamo rischiato grosso. Gazzoli mi sembra confuso quando rileva con sofferente rincrescimento il tentativo di conquista dell’Airfrance del 1998.Il disastro della nostra Compagnia è iniziato col mettere da parte il piano Cempella-Malpensa-KLM malgrado i fondi per il collegamento ferroviario rapido con Milano e gli accessi autostradali. Tra i responsabili i sindaci degli aeroporti lombardi che all’insaputa dei loro contribuenti continuano ancora oggi a favorire il successo delle low-cost con contributi ad ogni volo per avere l’aeroporto sotto casa. Gente come Rutelli ex-sindaco, ignaro che FCO l’aeroporto della capitale caput mundi essendo destinazione preferita da turisti e pellegrini non ha flussi qualificati come Malpensa su cui ha sempre gravitato il 70% del traffico nazionale. I soldi nel trasporto aereo si fanno sulle lunghe distanze dopo aver riempito business e top-class. Non è il caso di Roma. Il maggiore responsabile è stato Spinetta l’AD Air France che cancellando Malpensa voleva l’Alitalia compagnia feeder per i suoi voli intercontinentali da Parigi. Ha anche fatto cancellare l’ordine per sei aerei Lungo Raggio. Che oggi tutto si impari ad Abu Dhabi lo dice solo Gazzoli e non mi sembra che il nostro know-how possa essere cancellato. C’è solo da recriminare l'aver conferito incarichi ad alcuni AD. Personaggi inesperti travestiti da Amministratori. Con Ethiad dove esperienza e capacità appaiono evidenti mi sembra stiamo recuperando.