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Economia e Finanza

DALLA GRECIA/ Così Tsipras si prepara "l'uscita di sicurezza"

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Per ora i 305 milioni da versare al Fmi non sono reperibili. Punto. Tra pagare il Fmi e pagare stipendi e pensioni il governo non ha dubbi: viene prima la società ellenica.  Eppure, stando ai dati pubblicati ieri, lo Stato è creditore di circa 77 miliardi per tasse arretrate, per contributi pensionistici e Pfa (Iva) non versati. Dall'inizio dell'anno i miliardi sono 4,2. Interessante il dato che indica l'efficacia del Memorandum: da 29,30 miliardi a fine 2009 ai 77 di fine maggio 2015. 

Questi debiti dei privati verso lo Stato sono da imputare in parte alla riduzione di stipendi e pensioni, e alla chiusura di numerose attività commerciali e industriali, in parte alla totale disorganizzazione della macchina statale. Alla data dell'11 maggio circa 380 mila contribuenti hanno chiesto, in base alla nuova legge votata dal governo, di regolarizzare i loro debiti per un totale di 2,8 miliardi lo stesso dicasi per 144 mila assicurati per circa 3,4 miliardi, ha ricordato un orgoglioso Tsipras durante il suo discorso. La legge delle "cento rate" è una buona legge, altre dovrebbero seguire ad accordo concluso perché il vero problema della Grecia non è tanto economico quanto politico, o meglio è economico in ragione di una classe politica che non ha mai avuto una chiara idea di quale dovesse essere il futuro del Paese. 

Come nell'antichità, la classe politica viaggia sotto costa con un orizzonte limitato e con la parola d'ordine: non penalizzare la propria base elettorale. Nessun governo ha mai seriamente tentato di trasformare il Paese con radicali riforme che lo avvicinassero al modello europeo. E il caos amministrativo e burocratico è costato miliardi di euro che si sono persi nei rivoli della corruzione e dell'inefficienza degli organi di gestione della spesa pubblica. A iniziare a mettere ordine in questo caos, quando non si conosceva neppure il numero esatto dei pensionati Ika (l'equivalente del nostro Inps), è stata la Troika, con le conseguenze che oggi Tsipras vorrebbe cancellare.

A titolo di esempio: è stata la Troika, tre anni fa, a imporre lo stipendio unico agli impiegati pubblici. Prima di allora, a parità di qualifica e anzianità, ogni ministero decideva autonomamente l'ammontare della busta paga: i privilegiati erano i dipendenti di alcuni ministeri "pesanti" (Economia, Difesa, Interni), gli sfortunati quelli del ministero della Cultura. Sempre la Troika ha imposto un drastico taglio ai privilegi di alcune categorie di pensionati, soprattutto di coloro che con due decenni di contributi potevano ritirarsi a vita privata. Oppure si entri in un'aula di Tribunale per una banale questione legale per capire che quanto il tempo sia denaro.

Memorandum sì o Memorandum no? Mentre a Bruxelles si discute, alcuni operatori turistici stranieri obbligano i colleghi greci a firmare contratti a condizione che venga accettata la "clausola di default", oppure quella della variazione della aliquota Fpa (Iva), o ancora quella di un'ipotetica "Grexit". Mentre gruppi alberghieri sono obbligati a pagare in contanti i beni importati dall'estero. Il turismo è definito "l'industria pesante" del Paese. Tutti aspettano di conoscere il numero dei turisti in arrivo. E con l'indecisione sul numero percentuale sulla ristorazione e sulla spesa alberghiera cresce anche l'incertezza su come andrà la stagione turistica, che si va a sommare alle altre incertezze che si traducono in un'ulteriore contrazione dell'economia.

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